Per rafforzare l’autonomia energetica e produttiva dell’Italia servono più fonti rinnovabili, sistemi di accumulo e il ritorno al nucleare civile di nuova generazione. È la linea indicata dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, in un’intervista a La Stampa. Secondo il Ministro negli ultimi tre anni la produzione elettrica da fonti rinnovabili è cresciuta del 40%, ma occorre sbloccare i progetti ancora osteggiati dalle Regioni.
Il Governo prepara inoltre nuovi interventi sugli accumulatori e sulle batterie con il decreto Imprese previsto per fine ottobre.
Con la riapertura del Parlamento, ha spiegato Urso, dovrebbe completarsi l’iter del disegno di legge destinato a consentire il ritorno alla produzione di nucleare civile “pulito e sicuro” attraverso reattori di nuova generazione.
Misure per autotrasporto e lavoratori
L’obiettivo è arrivare nei prossimi anni a un mix energetico che permetta di ridurre progressivamente il ricorso al gas per la produzione di energia. Sul fronte degli interventi di sostegno, Urso indica tra i principali destinatari la filiera dell’autotrasporto, che incide sull’inflazione generale, insieme ai lavoratori dipendenti e a chi utilizza i veicoli per motivi professionali.
Una parte delle misure strutturali è già prevista nel decreto Imprese di ottobre, mentre un quadro più ampio dovrebbe trovare spazio nella prossima legge di Bilancio.
Materie prime, tecnologie green e digitale
Il Ministro lega la strategia energetica a quella industriale. L’obiettivo, ha detto, resta il rafforzamento delle capacità produttive del Paese sia nel campo dell’energia sia su quello dell’autonomia strategica nelle materie prime critiche. Tra i settori citati figurano le tecnologie green, dai pannelli solari agli impianti eolici, e le imprese del digitale. Urso richiama inoltre i risultati di Transizione 5.0 come esempio dei passi compiuti in questa direzione.
Accise, scostamento e confronto con le imprese
Quanto alle risorse, il ministro apre anche alla possibilità di utilizzare lo scostamento di bilancio per finanziare interventi strutturali. Sul fronte delle accise, Urso auspica invece un nuovo intervento costruito in modo consensuale con le società energetiche e petrolifere. Il tema, avverte, deve però essere affrontato anche a livello europeo per evitare squilibri tra aziende.
Lo stesso principio vale per il sistema Ets, che incide sui costi energetici. Secondo il ministro serve una revisione sostanziale del meccanismo per eliminare le distorsioni che penalizzano le industrie.





