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Ucraina, il Cremlino chiude ai negoziati: “Nessuna nuova idea”. La Cia avverte Mosca

Ucraina, il Cremlino chiude ai negoziati: “Nessuna nuova idea”. La Cia avverte Mosca

Missione segreta del capo della Cia Ratcliffe a Mosca per avvertire i vertici russi sui rischi di un’escalation. Intanto continuano i raid incrociati e Kiev rivendica nuovi colpi alle infrastrutture russe
sabato, 29 Agosto 2026
2 minuti di lettura

La Russia non vede al momento alcuno spazio per una ripresa dei negoziati sull’Ucraina e intende continuare le operazioni militari. “Non ci sono nuove idee” per una soluzione diplomatica e i colloqui sono “in pausa”, ha dichiarato venerdì il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, escludendo per ora anche un nuovo incontro tra Vladimir Putin e Donald Trump.

Una chiusura che arriva mentre emergono nuovi dettagli sulla missione riservata compiuta a Mosca dal direttore della Cia John Ratcliffe e mentre proseguono gli attacchi russi sull’Ucraina e quelli di Kiev contro infrastrutture energetiche e militari russe. Secondo il Cremlino, Kiev conosce già le condizioni poste da Mosca ma rifiuta di discuterle.

“La parte ucraina conosce perfettamente le nostre richieste. Non vogliono discuterne pacificamente”, ha detto Peskov. Per questo, ha aggiunto, la Russia continuerà l’“operazione militare”, forte di quella che il portavoce ha definito una “dinamica positiva” sul fronte: “La nostra avanzata è evidente”. Anche il ministro degli Esteri Serghei Lavrov ha irrigidito i toni, accusando la Gran Bretagna di svolgere il ruolo “più negativo” nel conflitto e Kiev di tentare di destabilizzare la società russa attraverso gli attacchi contro raffinerie, depositi e altre infrastrutture. “Non dobbiamo cedere ai tentativi di seminare paura”, ha affermato.

La missione del capo della Cia

Sul fronte diplomatico resta al centro dell’attenzione la visita compiuta martedì a Mosca da Ratcliffe, la prima nota di un direttore della Cia nella capitale russa dalla missione di William Burns alla fine del 2021. Ratcliffe non ha incontrato Putin, ma ha avuto colloqui con il capo dell’intelligence estera russa Serghei Naryshkin e, secondo il New York Times, anche con il direttore dell’Fsb Aleksandr Bortnikov. Le ricostruzioni dei media americani divergono sui contenuti degli incontri. Secondo il Wall Street Journal, il direttore della Cia avrebbe avvertito Mosca di non estendere il conflitto a Paesi della Nato. Per il New York Times avrebbe invece insistito soprattutto sulla necessità di trovare un accordo, mettendo in evidenza i costi militari ed economici che la Russia rischierebbe di pagare proseguendo la guerra.

Il Washington Post riferisce inoltre che la missione sarebbe stata preceduta da informazioni dell’intelligence americana secondo cui Putin considererebbe gli Stati Uniti indeboliti dalla guerra contro l’Iran e quindi meno capaci di rispondere a nuove iniziative russe in Europa. Ratcliffe avrebbe avvertito Mosca che un’ulteriore escalation finirebbe però per ritorcersi contro il Cremlino.

Raid sulle raffinerie russe

Intanto la guerra continua. Nella regione di Dnipropetrovsk due persone sono state uccise dopo oltre dieci attacchi russi condotti con droni, artiglieria e bombardamenti aerei. Nella regione di Kiev sono stati colpiti magazzini della Nova Poshta e un impianto industriale; secondo le autorità locali, le forze russe avrebbero effettuato anche attacchi ripetuti sulla stessa area mentre erano già in corso le operazioni di soccorso.

Mosca sostiene inoltre di aver colpito un deposito di missili da crociera Flamingo. Kiev rivendica a sua volta nuovi risultati nella campagna contro le infrastrutture russe. Zelensky ha riferito che gli attacchi ucraini avrebbero fermato le attività di una delle maggiori raffinerie del Paese, a Kstovo, nella regione di Nizhny Novgorod, capace di lavorare circa 17 milioni di tonnellate di petrolio l’anno. Secondo il presidente ucraino, i raid contro l’impianto Kombinat Kamensky, nella regione di Rostov, avrebbero inoltre ridotto significativamente le capacità russe di produrre motori a propellente solido per missili.

Zelensky ha infine chiesto ai partner di rafforzare le sanzioni e bloccare la fornitura a Mosca di componenti e macchinari destinati alla produzione missilistica: “Senza componenti stranieri, i russi non sono in grado di realizzare il loro programma missilistico”.

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