Un viaggio di fede si è trasformato in una tragedia nella notte tra sabato e domenica, quando un autobus polacco con 57 pellegrini di ritorno da Medjugorje è uscito di strada nell’Ungheria orientale, ribaltandosi in un fossato. Dodici persone sono morte, almeno dieci sono rimaste gravemente ferite. Una sopravvissuta ha definito la scena “inimmaginabile”. Secondo il primo ministro ungherese Peter Magyar, l’incidente è avvenuto intorno all’una del mattino, vicino alla città di Mezokeresztes, lungo la strada per Nyíregyháza. Le prime ricostruzioni indicano che l’autista potrebbe essersi addormentato: la polizia ha confermato il suo arresto.
Le immagini diffuse mostrano un autobus rosso devastato, adagiato su un fianco, con i finestrini esplosi e valigie sparse ovunque. I feriti sono stati trasportati in ospedali di quattro città. Tra loro c’è Helena Tluczek, originaria di Lubenia, che ha raccontato a Reuters di essere al telefono con un’amica quando il mezzo ha iniziato a sbandare. “Tutti i sedili erano stati strappati via. C’erano persone sotto i sedili; tutti urlavano chiedendo aiuto”, ha detto dal suo letto d’ospedale. Nonostante fratture alle costole, lesioni alla spalla e alla colonna vertebrale, è riuscita a trascinarsi fuori dal veicolo e a liberare due persone intrappolate. Ha salvato anche sua sorella, prima di crollare a terra.
Il presidente polacco Karol Nawrocki ha espresso cordoglio su X, definendo “profondamente dolorosa” la perdita di tanti connazionali. La tragedia richiama alla memoria un altro incidente che colpì pellegrini polacchi nel 2002, quando un autobus si ribaltò vicino al lago Balaton causando venti vittime. Le autorità ungheresi stanno ora ricostruendo la dinamica esatta del ribaltamento, mentre le famiglie dei pellegrini attendono notizie dai vari ospedali.





