Il Campo largo resta in piedi, ma per vincere le prossime elezioni ha bisogno anche dell’apporto dell’area riformista. È la linea indicata dal leader di Italia Viva Matteo Renzi, che in un’intervista al ʼCorriere della seraʼ rivendica il ruolo del suo partito nella costruzione dell’alternativa di centrosinistra e indica in Silvia Salis il nome più forte per guidare il progetto riformista.
“Pd, Avs e M5S insieme sono al 38%”
“Il Campo largo non salta, ma le tre liste di Pd, Avs e Cinque Stelle, insieme, fanno il 38%. Non basta per vincere”, afferma Renzi. Secondo il leader di Italia Viva, per allargare il perimetro della coalizione è necessario intercettare consensi anche oltre l’attuale schieramento. “Serviamo noi, anche noi: le firme e le risorse di Italia viva sono pronte per un progetto riformista capace di prendere voti anche dall’altra parte”, sottolinea l’ex presidente del Consiglio, rivendicando così il peso dell’area centrista nella costruzione di un’alternativa competitiva.
“È il nome più forte”
Sul possibile ruolo di Silvia Salis, Renzi indica la sindaca come “il nome più forte per guidare questa scommessa”, perché in grado di sommare al voto organizzato dell’area riformista “una sua forza personale rilevante”. Allo stesso tempo invita a non accelerare sulla sua candidatura: “La sindaca Salis deve essere aiutata, non strattonata: lasciamola lavorare”. La questione delle liste sarà affrontata successivamente: “Quando sarà il momento di fare le liste vedremo la migliore formazione possibile. Per vincere”.
Il confronto tra Conte e Schlein
Renzi interviene anche sul rapporto tra Giuseppe Conte ed Elly Schlein, liquidando le tensioni tra i due come “un puro posizionamento”. A suo giudizio, il leader del Movimento 5 Stelle non avrebbe margini per rompere l’alleanza con il Pd. “Conte non può che stare in coalizione. Anche perché se dovesse rompere l’alleanza si spacca il Movimento e saltano i suoi presidenti di Regione in Sardegna e Campania”, sostiene Renzi.
In questa prospettiva, il leader di Italia Viva legge anche le scelte compiute dalla segretaria dem nei rapporti con il M5S. “La scelta di Schlein di lasciare ai Cinque stelle qualche governatore non è stata generosità, ma un investimento intelligente sul futuro”, osserva.
Casa Riformista
Resta aperta anche la questione della guida di Casa Riformista e del nome che rappresenterà l’area alle primarie. Renzi conferma che ci sarà un candidato e non esclude che possa emergere anche una figura destinata a guidare il progetto alle elezioni politiche. “Avremo qualcuno che ci rappresenterà alle primarie, certo. E magari avremo qualcuno, o qualcuna, che ci guiderà alle Politiche”, afferma. Renzi ridimensiona invece il tema di una propria candidatura: “In questa fase non è importante il mio ruolo ma dare una mano perché il centrosinistra sia credibile, unito, vincente. E io sto dando il mio contributo per questo”.
Ucraina, confermata la linea su Kiev
Nessun cambiamento, infine, sulla posizione relativa alla guerra in Ucraina. “La linea non cambia”, assicura Renzi, confermando il sostegno logistico a Kiev e rilanciando la necessità di un’iniziativa europea sul terreno diplomatico. “Aiutiamo logisticamente Kiev e aiutiamo l’Europa a scegliere l’inviato speciale per la diplomazia che propongo da quattro anni”, conclude il leader di Italia Viva.





