La carenza di alloggi per i lavoratori del turismo resta una delle principali criticità del comparto e il programma ʼStaff Houseʼ conferma una domanda superiore alle risorse disponibili. Il Ministero del Turismo ha adottato e pubblicato il decreto direttoriale con gli esiti dell’istruttoria relativa a ʼStaff House – Titolo IIʼ, assegnando in via provvisoria le agevolazioni destinate alla realizzazione e alla riqualificazione di alloggi per il personale impiegato nelle imprese turistiche. I progetti ammessi a finanziamento consentiranno la realizzazione di 3.566 nuovi posti letto, che si aggiungono agli oltre 60 mila posti a prezzi calmierati già sostenuti attraverso ʼStaff House – Titolo IIIʼ.
L’obiettivo del programma è favorire il recupero, il completamento e la riqualificazione degli immobili destinati ai lavoratori del settore, con particolare attenzione all’efficientamento energetico e alla sostenibilità.
L’iniziativa registra un’ampia partecipazione da parte degli operatori. Al Ministero arrivano 102 domande provenienti da tutta Italia, per investimenti complessivi pari a 149,9 milioni di euro e richieste di contributi superiori a 80,8 milioni, a fronte di una disponibilità finanziaria di 54 milioni. Un divario che conferma il forte interesse delle imprese verso strumenti capaci di affrontare il problema dell’alloggio del personale.
Altri numeri
Al termine dell’istruttoria, 32 domande ottengono l’assegnazione provvisoria delle agevolazioni, mentre 21 risultano non ammesse. Altre 17 pratiche restano in fase di approfondimento e 32 vengono sospese, con la possibilità di accedere ai finanziamenti attraverso eventuali successivi scorrimenti della graduatoria. “La risposta del mercato dimostra che stiamo andando nella direzione giusta”, afferma il ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi. “Le domande hanno superato di gran lunga la dotazione iniziale. Con i 3.566 nuovi posti letto e gli oltre 60 mila già sostenuti a prezzi calmierati offriamo una risposta strutturale e di lungo periodo. Case ospitali per chi lavora nel turismo significa servizi migliori, stagionalità più lunga e imprese più competitive”.
L’analisi delle richieste evidenzia inoltre una partecipazione trasversale delle imprese turistiche. Le piccole aziende risultano le più attive, con 43 domande e investimenti proposti per 48,7 milioni di euro. Seguono le medie imprese con 24 richieste, le microimprese con 22 e le grandi imprese con 13, segno di un interesse diffuso lungo l’intera filiera del settore turistico.





