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Piano Iran Trump: scetticismo e rischio escalation militare
Il Presidente USA, Donald Trump

Trump minaccia l’Iran dopo l’attacco in Giordania: “Prenderanno una bella batosta”

mercoledì, 29 Luglio 2026
2 minuti di lettura

La breve pausa nei combattimenti tra Stati Uniti e Iran è terminata con un nuovo attacco contro le forze americane e una violenta rappresaglia in Iraq. Le Guardie della Rivoluzione hanno lanciato diversi missili balistici contro una base statunitense in Giordania, in quello che il Comando centrale americano ha definito un “attacco a sorpresa”. Le difese giordane hanno intercettato cinque missili e, secondo Washington, non si registrano vittime.

Donald Trump ha promesso una risposta ancora più dura. “Colpiremo l’Iran duramente. Prenderanno una bella batosta”, ha dichiarato il presidente americano a Fox News, raccontando di aver visto le immagini dell’operazione e sottolineando che le forze statunitensi hanno avuto soltanto pochi minuti per reagire.
La risposta è cominciata già nella notte, quando caccia degli Stati Uniti e dell’Arabia Saudita hanno bombardato basi, siti logistici e depositi di armi attribuiti alle milizie filo-iraniane in sette province irachene, tra cui Baghdad, Ninive, Diyala e Bassora. Secondo il bilancio preliminare delle Forze di mobilitazione popolare, almeno 20 combattenti sono stati uccisi e altri 32 feriti.

Le Pmf sono una coalizione di ex gruppi paramilitari nata nel 2014 per combattere lo Stato islamico e oggi formalmente integrata nelle forze armate irachene. Alcune delle sue brigate, tuttavia, mantengono stretti legami con Teheran e operano con ampia autonomia.
Il Centcom ha definito i bombardamenti una “decisa risposta” agli oltre 30 attacchi con droni compiuti nelle ultime 72 ore contro le forze americane e le infrastrutture energetiche saudite, secondo Washington su ordine dei Pasdaran. Riad ha accusato milizie basate in Iraq di aver tentato di colpire impianti petroliferi nella parte orientale del Regno; i gruppi filo-iraniani hanno negato ogni responsabilità.

La televisione di Stato iraniana ha riferito anche di un attacco americano contro una località nel nord-ovest dell’Iran, vicino al confine iracheno. Al momento non sono stati diffusi dettagli verificabili su obiettivi, danni o vittime.

Baghdad condanna i raid

La presidenza irachena ha denunciato i bombardamenti come “un attacco inaccettabile e una palese violazione della sovranità irachena”, sottolineando che sono state colpite istituzioni ufficiali dello Stato. Baghdad ha però condannato anche l’uso del proprio territorio per organizzare attacchi contro i Paesi vicini.

Trump ha sostenuto che l’operazione fosse stata coordinata con il governo iracheno. La reazione di Baghdad indica tuttavia una tensione crescente: il premier Ali Faleh al-Zaidi ha convocato una riunione d’emergenza del Consiglio per la sicurezza nazionale e ha cancellato la visita prevista a Riad. L’Iraq, stretto tra Washington e Teheran, continua a cercare un difficile equilibrio mentre le milizie filo-iraniane, pur appartenendo formalmente all’apparato statale, resistono ai tentativi di disarmo. Il movimento Al-Nujaba ha già minacciato rappresaglie, avvertendo che Stati Uniti e Arabia Saudita pagheranno “un prezzo pesante in termini di interessi e sicurezza”.
Tajani: “le guerre non si allarghino

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha chiesto a Teheran di impedire ai suoi alleati regionali di continuare ad alimentare i conflitti. “L’Iran deve esercitare la propria influenza perché le guerre non si allarghino”, è la posizione italiana, mentre il rischio di un coinvolgimento sempre più diretto di Iraq, Arabia Saudita e Giordania rende più fragile ogni prospettiva di negoziato.

Redazione

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“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

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