0

Prevedere il rischio di suicidio: la ricerca di Matthew Nock apre una nuova frontiera nel monitoraggio in tempo reale

lunedì, 14 Settembre 2026
1 minuto di lettura

Per Matthew K. Nock, uno dei massimi esperti mondiali di suicidio, le statistiche non sono numeri astratti: sono il punto di partenza di una battaglia scientifica e clinica. Il suicidio è la seconda causa di morte tra gli americani dai 10 ai 34 anni e provoca più vittime, ogni anno, di guerre, genocidi e omicidi messi insieme. Ancora più devastante è un dato che Nock ripete spesso: il 50% delle persone che muoiono per suicidio ha visto un clinico nel mese precedente.

Per Nock, questo non significa che il suicidio sia inevitabile, ma che il sistema di cura — basato su appuntamenti programmati — fatica a cogliere la natura variabile e fugace dei pensieri suicidari. Da qui nasce la sua ricerca più ambiziosa: monitorare le persone in tempo reale, nel loro ambiente quotidiano. I risultati, in uscita sul Journal of Psychopathology and Clinical Science, sono straordinari. In uno studio pluriennale su oltre 600 adulti e adolescenti ad alto rischio, il suo laboratorio ha previsto il 75% dei tentativi di suicidio e l’87% degli eventi correlati nella settimana precedente. Numeri mai raggiunti prima in un campo che tradizionalmente lavora su previsioni a sei mesi o un anno.

Il metodo è semplice nella forma, rivoluzionario nella sostanza: un’app invia fino a sei brevi survey al giorno per tre mesi, poi una al giorno per altri tre. Ogni survey contiene 20 domande con slider da 0 a 10 su pensieri suicidari (urgenza, intenzione, capacità di resistere) e su stati emotivi come agitazione, isolamento, rabbia, energia, speranza. In totale, i partecipanti hanno compilato oltre 77.000 survey. L’analisi ha rivelato un indicatore chiave: l’agitazione. Ogni punto in più sullo slider aumentava dell’11% la probabilità di un tentativo. Molti sopravvissuti descrivono l’agitazione come «una stanza che brucia» o un bisogno urgente di «spegnere tutto per qualche giorno».

Il sistema includeva anche alert immediati quando un partecipante mostrava un’intenzione suicidaria elevata, permettendo interventi tempestivi. Nock, che già nel 2011 aveva ricevuto il MacArthur «genius grant», sta ampliando il progetto con sensori indossabili per monitorare sonno, variabilità cardiaca, conduttanza cutanea e persino firme vocali, oltre a interventi «just-in-time» che ricordano alle persone strumenti appresi in terapia o incoraggiano a contattare un familiare o un clinico.

Redazione

Redazione

“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo modulo raccoglie il tuo nome, la tua email e il tuo messaggio in modo da permetterci di tenere traccia dei commenti sul nostro sito. Per inviare il tuo commento, accetta il trattamento dei dati personali mettendo una spunta nel apposito checkbox sotto:

Potrebbero interessarti

“The Art Room by Samsung”, in sei opere il connubio tecnologia-arte

Per accedere all'articolo completo devi essere abbonato ad uno dei…

“Start Cup Toscana 2023”, la competizione che premia le iniziative tecnologiche

La Regione Toscana ha aperto le iscrizioni per partecipare a…