Una frana improvvisa ha travolto venerdì mattina una zona montuosa della contea di Pengshui, nella municipalità di Chongqing, nel sud‑ovest della Cina, causando otto vittime e lasciando 34 persone disperse. Le autorità locali hanno parlato di una delle peggiori tragedie naturali dell’anno nella regione, dove piogge torrenziali e terreni instabili hanno reso il suolo particolarmente fragile. Secondo le prime ricostruzioni, un operatore sociale ha notato rocce che cadevano intorno alle 8:00 ora locale e ha lanciato l’allarme. L’evacuazione di circa 60 residenti era in corso quando, alle 9:08, una massa di terra e detriti si è staccata dalla collina, travolgendo edifici residenziali e parte della strada sottostante. Più di 1.000 persone sono state evacuate dalle aree limitrofe.
Il presidente Xi Jinping ha ordinato un’immediata operazione di ricerca e soccorso e un’indagine sulle cause del disastro. Il Ministero per la Gestione delle Emergenze ha attivato un livello di allerta 2, inviando 206 soccorritori e 49 veicoli dei vigili del fuoco. Una squadra di 100 specialisti è arrivata sul posto per coordinare le operazioni. Le immagini trasmesse dalla CCTV mostrano una scena drammatica: una nube di polvere che avvolge le case, persone in fuga e detriti che si riversano lungo il fiume. Un video verificato da Reuters riprende il momento in cui una sezione della collina crolla su negozi e abitazioni, costringendo auto e motociclette a fermarsi di colpo.
Nel pomeriggio, le autorità hanno confermato dieci feriti, di cui quattro gravi. Le squadre di soccorso continuano a scavare tra le macerie, mentre i familiari dei dispersi attendono notizie. La frana di Pengshui riaccende il dibattito sulla sicurezza delle aree rurali e sulla gestione del rischio idrogeologico in Cina, dove eventi simili si ripetono con crescente frequenza a causa delle piogge estreme e dell’espansione urbana in zone montuose.





