Tre petroliere sono state colpite in poche ore nelle acque tra lo Stretto di Hormuz e il largo dell’Oman, mentre gli Stati Uniti hanno esteso i bombardamenti all’area di Bushehr, sede dell’unica centrale nucleare iraniana.
Due missili da crociera iraniani hanno centrato le petroliere emiratine Mombasa e Al Bahiyah, in transito lungo la rotta meridionale di Hormuz, nelle acque territoriali omanite. Un marinaio indiano è morto e altri otto membri degli equipaggi sono rimasti feriti, quattro in modo grave. Tra i feriti figurano sei cittadini indiani e due ucraini. Abu Dhabi ha denunciato una nuova escalation e si è riservata “il pieno diritto di rispondere” e di adottare tutte le misure necessarie per proteggere il proprio territorio e i propri cittadini.
Poche ore dopo è stata attaccata anche la petroliera chimica Stolt Magnesium, appartenente al gruppo Stolt Tankers, mentre navigava al largo dell’Oman. La compagnia ha riferito che la nave è stata colpita da un ordigno esterno non identificato, che ha provocato un incendio nella sala macchine. Tutti i membri dell’equipaggio risultano in salvo.
Attacchi sul Bahrein
Teheran ha rivendicato una nuova offensiva con missili e droni contro strutture militari americane in Bahrein, dove ha sede la Quinta flotta Usa. I Pasdaran sostengono di avere colpito depositi di armi e carburante, centri per le comunicazioni satellitari, radar Patriot e C-Ram e altre installazioni militari.
Le autorità bahreinite hanno riferito di avere intercettato e distrutto diversi vettori iraniani, accusando Teheran di avere messo in pericolo anche obiettivi civili. Esplosioni sono state segnalate nella capitale Manama.
Raid Usa
Gli Stati Uniti hanno intanto colpito quattro località nella città portuale di Bushehr. La notizia è stata confermata dal vicegovernatore provinciale Ehsan Jahanian, citato dall’agenzia statale Irna. Non è stato precisato se i raid abbiano interessato direttamente la centrale nucleare.
Altri bombardamenti hanno raggiunto Abadan, sede della più antica raffineria del Medio Oriente, e il polo petrolchimico di Mahshahr, nella provincia del Khuzistan, vicino ai confini con Iraq e Kuwait. Secondo l’agenzia Fars, tre persone sono morte negli attacchi notturni statunitensi contro la provincia di Hormozgan.
Cina e Oman chiedono sicurezza
La Cina ha chiesto il ripristino del transito sicuro nello Stretto, mentre l’Oman ha ribadito di lavorare con tutte le parti per garantire la libertà di navigazione nel rispetto del diritto internazionale.
Donald Trump ha invece confermato la linea americana: “Controlleremo noi lo Stretto”. Il presidente Usa ha aggiunto che Washington intende farsi rimborsare dai Paesi del Golfo per la protezione militare fornita. Teheran replica che Hormuz non sarà riaperto finché proseguiranno “aggressioni e trasgressioni americane”.






come mai l’Iran ha ancora questa potenza di fuoco?