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Nuovi raid Usa sull’Iran, un morto. Teheran colpisce le basi americane nel Golfo

lunedì, 13 Luglio 2026
2 minuti di lettura

Washington ha condotto quasi sei ore di raid contro decine di obiettivi iraniani, mentre Teheran ha risposto con missili e droni contro basi americane nei Paesi del Golfo. Almeno una persona è morta e sette sono rimaste ferite negli attacchi statunitensi. Secondo il Centcom, sono stati colpiti sistemi di difesa aerea, radar costieri, depositi di missili e droni, infrastrutture logistiche e piccole unità navali. Nell’operazione sono stati impiegati caccia, navi, droni aerei e, per la prima volta, mezzi navali d’attacco senza equipaggio. Washington sostiene di voler ridurre la capacità iraniana di assalire le navi commerciali nello Stretto.

Le autorità iraniane hanno riferito di un morto e quattro feriti nel bombardamento di una stazione di pompaggio agricola a Mahshahr, nel Khuzestan. Un’altra vittima e sette feriti sono stati segnalati in un sito militare nella contea di Na’in, nella provincia di Isfahan. Esplosioni sono state registrate anche a Bushehr, Hormozgan, Bandar Abbas, sull’isola di Qeshm e nel Sistan-Baluchistan.

La risposta dei Pasdaran

I Guardiani della rivoluzione hanno rivendicato attacchi contro installazioni statunitensi in Bahrein, Kuwait, Giordania e Oman. In Kuwait, Teheran sostiene di avere colpito le basi di Ali al-Salem e Ahmad al-Jaber, distruggendo lanciatori Himars, depositi di missili, un sistema Patriot, radar e serbatoi di carburante. Il Bahrein ha attivato le sirene antiaeree, mentre l’esercito giordano ha annunciato di avere abbattuto quattro missili iraniani.

Teheran ha definito le operazioni un atto di “legittima autodifesa” e ha chiesto ai Paesi del Golfo di impedire agli Stati Uniti di utilizzare le loro basi per colpire l’Iran. “Non rispetteremo l’intesa se gli Stati Uniti continueranno a violarla”, è l’avvertimento iraniano sul memorandum che avrebbe dovuto aprire la strada a una tregua e a un accordo definitivo.

Hormuz chiuso

L’Iran ha ribadito che lo Stretto di Hormuz resterà chiuso fino a nuovo avviso. Donald Trump ha replicato che “non sono loro a controllare lo Stretto”. Secondo MarineTraffic, dalla sera di domenica nessuna nave commerciale ha attraversato il passaggio trasmettendo regolarmente la propria posizione.
Kpler ha tuttavia rilevato domenica otto transiti, sei dei quali effettuati con i sistemi Ais spenti. Sabato le navi erano state 21 e venerdì 14. La nuova crisi ha spinto il Brent fino a 78,86 dollari al barile, in rialzo del 3,75%, mentre il Wti ha guadagnato il 3,65% a 74,02 dollari.

Diplomazia ancora aperta

Nonostante gli attacchi, Teheran mantiene i contatti con Oman, Qatar e Pakistan. Il portavoce degli Esteri Esmaeil Baghaei ha assicurato che l’Iran “non abbandona la via diplomatica”, pur riservandosi di utilizzare mezzi militari. A Muscat le discussioni riguardano soprattutto la gestione e la riapertura di Hormuz.

L’Unione europea chiede di partecipare ai negoziati. La responsabile della politica estera Kaja Kallas ha incontrato a Bruxelles i rappresentanti dei Paesi del Golfo, mentre il ministro francese Jean-Noël Barrot ha escluso la revoca delle sanzioni finché Teheran non rinuncerà al programma nucleare, ai missili balistici e alle “azioni destabilizzanti” nella regione.
Domani inizierà inoltre a Roma un nuovo round di colloqui tra Israele e Libano, mediato dagli Stati Uniti, sul ritiro israeliano e sul dispiegamento dell’esercito libanese nelle aree meridionali controllate da Hezbollah.

Redazione

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“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

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