La crisi nello Yemen è tornata a infiammarsi nel fine settimana con due episodi distinti ma ravvicinati: l’attacco a una nave mercantile nel Mar Rosso e uno dei più violenti scontri degli ultimi anni tra ribelli Houthi e forze governative. Entrambi gli incidenti sono avvenuti vicino alla città portuale di Hodeidah, controllata dai ribelli sostenuti dall’Iran.
Secondo il Centro per le operazioni marittime del Regno Unito (UKMTO), la nave mercantile ha segnalato di essere “sotto attacco da parte di aggressori armati non identificati” a circa 30 miglia nautiche a sud‑ovest di Hodeidah. Un’imbarcazione si sarebbe avvicinata aprendo il fuoco, costringendo le guardie di sicurezza a rispondere. Gli aggressori si sarebbero poi ritirati verso una nave più grande con il sistema di identificazione disattivato.
L’equipaggio è rimasto illeso e le autorità stanno indagando. Nessun gruppo ha rivendicato l’attacco, ma gli Houthi hanno più volte minacciato di riprendere le operazioni contro le navi che transitano nelle acque sotto il loro controllo. Parallelamente, a sud di Hodeidah, gli Houthi hanno lanciato un assalto contro posizioni filo‑governative, uccidendo 16 soldati e ferendone 22, secondo quanto riferito da fonti mediche all’AFP.
Il conflitto tra Houthi e governo yemenita, iniziato nel 2015, ha causato centinaia di migliaia di morti e una delle peggiori crisi umanitarie al mondo. I ribelli controllano Sana’a e gran parte del nord, mentre il governo riconosciuto a livello internazionale mantiene il controllo del sud.
Dopo la tregua negoziata dalle Nazioni Unite nel 2022, i combattimenti erano rimasti relativamente congelati. Ma negli ultimi giorni gli Houthi hanno minacciato aeroporti e infrastrutture saudite, accusando Riyadh di aver impedito l’atterraggio di un aereo iraniano. ni di guerra.





