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funerali Khamenei
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Iran, al via i funerali di Khamenei: sei giorni di cerimonia, attese 20 milioni di persone

sabato, 4 Luglio 2026
1 minuto di lettura

L’Iran ha dato ufficialmente il via ai funerali pubblici dell’ayatollah Ali Khamenei. Dalle prime ore del mattino migliaia di fedeli si sono radunati nel cortile della Grande Mosalla di Teheran, dove la salma dell’ex Guida Suprema è stata esposta in una teca di vetro, insieme ai feretri di alcuni familiari uccisi con lui nell’attacco del 28 febbraio.
La televisione di Stato ha annunciato l’inizio della cerimonia intorno alle 6 ora locale. Nella piazza, blindata da imponenti misure di sicurezza, molti partecipanti sventolavano bandiere rosse sciite con la scritta “Martire”, simbolo della richiesta di giustizia e ritorsione. Tra la folla sono risuonati più volte slogan contro Washington e Tel Aviv: “Morte all’America”, “Morte a Israele” e “Vendetta”.

Il feretro di Khamenei, coperto dal suo caratteristico turbante nero, resterà esposto giorno e notte fino a lunedì nella Grande Mosalla. Le autorità iraniane prevedono tra 15 e 20 milioni di partecipanti solo nella capitale e presentano le esequie come una delle più grandi mobilitazioni pubbliche nella storia della Repubblica islamica.

Sei giorni di cerimonie

Il centro di Teheran è stato trasformato in una zona ad alta sicurezza, con posti di blocco e controlli rafforzati. Centinaia di persone erano già in attesa da venerdì sera per poter entrare tra le prime nell’area della moschea. Per accogliere i fedeli arrivati da tutto il Paese, sono state allestite oltre 400 tende della Mezzaluna rossa iraniana e predisposti punti di distribuzione dell’acqua, con temperature previste oltre i 35 gradi.
Dopo l’omaggio pubblico a Teheran, lunedì è prevista una processione nella capitale. Martedì la salma sarà trasferita a Qom, dove si terrà una preghiera di massa nei pressi della moschea di Jamkaran. Mercoledì le cerimonie dovrebbero spostarsi in Iraq, nelle città sante sciite di Najaf e Karbala. La sepoltura è prevista giovedì 9 luglio a Mashhad, città natale di Khamenei, presso il santuario dell’imam Reza.

Accanto al feretro dell’ex Guida Suprema sono stati esposti anche quelli di una figlia, un genero, una nuora e una nipote di 14 mesi, secondo quanto riferito dalle autorità iraniane. Tutti sarebbero rimasti uccisi nello stesso attacco che ha provocato la morte di Khamenei.

Il peso politico delle esequie

Le cerimonie hanno un evidente valore politico. Il tributo pubblico si svolge mentre Teheran e Washington sono impegnate in negoziati diplomatici dopo la firma, il mese scorso, di un accordo quadro per mettere fine al conflitto. La mobilitazione, accompagnata da slogan antiamericani e anti-israeliani, appare anche come una dimostrazione di forza interna del regime.

Resta incerta la presenza di Mojtaba Khamenei, figlio dell’ex Guida Suprema e suo successore alla guida della Repubblica islamica dall’inizio di marzo. Ferito negli stessi raid in cui è morto il padre, Mojtaba non è più apparso in pubblico e comunica solo attraverso note attribuitegli.

Redazione

Redazione

“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

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