La Nato rilancia il pressing sulla spesa militare e sul sostegno all’Ucraina, mentre Kiev intensifica gli attacchi in profondità contro la Russia e il fronte resta sotto pressione.
Da Berlino, il segretario generale dell’Alleanza Mark Rutte ha avvertito che “anche quando la guerra contro l’Ucraina sarà finita, la Russia resterà una minaccia a lungo termine per la sicurezza euro-atlantica”. L’ambasciatore americano presso la Nato, Matthew Whitaker, ha richiamato gli alleati europei sull’obiettivo del 5% del Pil per la difesa.
Polonia, Paesi nordici, Baltici e Germania sono “all’avanguardia”, con alcuni Paesi già al traguardo o dotati di “piani credibili”. Altri, invece, “sono in ritardo”. Washington chiede quindi ai principali alleati una “pressione tra pari”. “Trump si aspetta aumenti in tempi brevi”, ha aggiunto Whitaker.
Merz: “Una Nato più europea”
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz, in conferenza stampa con Rutte e il ministro della Difesa Boris Pistorius, ha rivendicato la necessità di “rendere la Nato più europea”. “Come europei ci stiamo assumendo maggiori responsabilità all’interno dell’Alleanza”, ha detto, spiegando che l’obiettivo è ridurre “le dipendenze transatlantiche unilaterali”.
Merz ha annunciato che al vertice di Ankara gli alleati europei della Nato intendono inviare “un forte messaggio di sostegno all’Ucraina” e formulare un nuovo impegno finanziario per Kiev. “Non vacilleremo nel nostro sostegno”, ha detto, auspicando che Mosca “tragga le giuste conclusioni” e torni al negoziato. “È solo Mosca finora ad aver rifiutato di parlare. Ora spetta a Putin impegnarsi in questi colloqui e porre fine a questa guerra”.
Rutte ha ribadito che il contributo americano resta “indispensabile”, in particolare per i missili intercettori dei sistemi Patriot, che “soltanto gli Stati Uniti sono in grado di produrre”. Ma ha sottolineato anche il peso crescente dell’Europa, dal sostegno tedesco all’iniziativa ceca per le munizioni fino agli investimenti nell’industria della difesa ucraina.
Zelensky chiede sanzioni
Volodymyr Zelensky è arrivato a Dublino per l’apertura della presidenza irlandese del Consiglio dell’Ue. Il presidente ucraino ha incontrato il premier Micheál Martin e il presidente del Consiglio europeo António Costa, chiedendo progressi sull’adesione di Kiev all’Unione e l’apertura di tutti i gruppi negoziali.
Zelensky ha chiesto nuove sanzioni contro la flotta ombra russa e contro “aziende nei Paesi europei il cui unico scopo è lavorare per la Russia”. Secondo il presidente ucraino, imprese controllate da Mosca o da oligarchi sanzionati continuano a fornire “materiali essenziali” all’aggressore.
Kiev ha intanto formalizzato con la Svezia l’acquisizione di 16 caccia Gripen E prodotti da Saab, per 24,6 miliardi di corone svedesi. Le consegne sono previste tra il 2029 e il 2030. Altri 16 Gripen C/D dovrebbero essere trasferiti all’aeronautica ucraina all’inizio del 2027.
Raid e attacchi in profondità
Sul terreno, almeno due persone sono morte e quindici sono rimaste ferite negli attacchi russi con bombe plananti su Zaporizhzhia. Sulla città sono state sganciate sette bombe; danneggiato anche un asilo nido. A Kherson, un drone russo ha colpito un minibus civile, uccidendo due persone e ferendone sette. Il governatore Oleksandr Prokudin ha accusato l’operatore del drone di aver colpito pur vedendo “un mezzo di trasporto civile”.
Secondo un’analisi dell’Afp basata sui dati dell’aeronautica ucraina, a giugno Mosca ha ridotto gli attacchi rispetto a maggio: 5.749 droni e 180 missili lanciati contro l’Ucraina, in calo rispettivamente del 29% e del 15%.
Kiev, però, ha intensificato le azioni in Russia. Zelensky ha rivendicato un nuovo attacco alla raffineria di Ufa, “uno dei maggiori produttori russi di lubrificanti”, a oltre 1.300 chilometri dal fronte. La Germania ha esteso a tutta la Russia l’avviso di viaggio per il rischio di droni e detriti, includendo Mosca, San Pietroburgo e l’oblast di Leningrado.
Mosca ha chiuso temporaneamente diversi valichi ferroviari con Finlandia, Estonia e Lettonia, sospendendo il transito di persone, veicoli, merci e carichi.





