Nessy Guerra è stata rilasciata ed è rientrata nella sua abitazione insieme alla figlia di tre anni. La cittadina italiana, 26 anni, originaria di Sanremo, era stata prelevata nella notte dalla polizia egiziana e portata in una stazione di polizia, nell’ambito della controversia con l’ex marito Tamer Hamouda sull’affidamento della minore.
A sbloccare la situazione è stato l’intervento della Farnesina. Su indicazione del ministro degli Esteri Antonio Tajani, l’ambasciatore d’Italia al Cairo, Agostino Palese, ha seguito direttamente il caso insieme alla console Giulia De Nardis, ottenendo il rilascio della connazionale.
“Nessy Guerra è stata rilasciata e ha già fatto rientro a casa insieme a sua figlia”, ha scritto Tajani sui social. Il ministro ha ringraziato l’ambasciata italiana al Cairo, il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty e le autorità locali “per la collaborazione dimostrata”. “Continuiamo a lavorare per riportare in Italia, il più presto possibile, Nessy Guerra e sua figlia”, ha aggiunto.
Il fermo nella notte
Secondo quanto riferito dalla Farnesina, Guerra è stata prelevata al Cairo e trasferita in una stazione di polizia, dove è stata raggiunta dai rappresentanti diplomatici italiani. Le autorità egiziane hanno spiegato che il fermo sarebbe stato disposto in esecuzione di un ordine legato al diritto del padre della bambina, Tamer Hamouda, di vedere la figlia Aisha. Non sarebbero però stati forniti ulteriori elementi.
La notizia era stata anticipata sui social da “Chi l’ha visto” e poi confermata da fonti che seguono il caso. La vicenda, ancora in evoluzione, sarebbe legata alla richiesta di un giudice egiziano di consentire al padre di incontrare la minore.
La contesa con l’ex marito
Nessy Guerra vive da tempo nascosta in Egitto insieme alla bambina. È coinvolta da mesi in una vicenda giudiziaria con l’ex marito, al centro della quale c’è l’affidamento della figlia. La donna è stata condannata in primo e secondo grado a sei mesi per adulterio, reato non previsto dall’ordinamento italiano.
Nei giorni scorsi aveva presentato ricorso in Cassazione.
La sua legale, Agata Armanetti, nelle ore del fermo aveva denunciato il rischio di un arresto. “È stata prelevata alle 3 di notte insieme alla bambina su ordine della procura per permettere al padre di vederla”, aveva spiegato. Secondo l’avvocata, l’ordine non avrebbe potuto essere eseguito “perché non c’è una sentenza che dispone l’affido o la custodia, né il diritto di visita”. Il timore, aveva aggiunto, era che si trattasse di “un escamotage per arrestare Nessy e mandarla in carcere”.
Il caso Hamouda
Tamer Hamouda, padre della bambina, è a sua volta coinvolto in procedimenti giudiziari. In Italia è stato condannato in via definitiva dal tribunale di Genova per maltrattamenti, stalking, lesioni e truffa nei confronti di un’altra donna. In Egitto era stato arrestato il 9 giugno dopo avere minacciato il console italiano a Hurghada, ma pochi giorni fa è stato scarcerato su cauzione. La somma fissata dal tribunale era di 5mila sterline egiziane, poco più di 80 euro





