L’inaugurazione della Great American State Fair, mercoledì sul National Mall, si è trasformata in un trionfale giro d’onore per Donald Trump e per la sua visione dell’America. Davanti a oltre mille persone, il presidente ha dichiarato che “l’America è tornata”, definendo il Paese “morto” fino a poco tempo fa e ora “il più in voga del mondo”. L’evento, organizzato da Freedom 250, segna l’apertura di una fiera di 16 giorni pensata come una moderna esposizione universale per il 250° anniversario degli Stati Uniti. La manifestazione era stata travolta dalle polemiche dopo il ritiro di diversi artisti, tra cui Young MC e Martina McBride, che avevano denunciato la natura politica dell’iniziativa.
Trump ha colto l’occasione per inserirsi nel programma come ospite d’onore, pronunciando un discorso insolitamente breve — circa 30 minuti — ma ricco dei suoi temi ricorrenti: orgoglio nazionale, rinascita economica e promessa di un futuro ancora più prospero. Il presidente ha rivendicato la firma di un memorandum d’intesa per porre fine alla guerra con l’Iran e riaprire lo Stretto di Hormuz, definendolo “uno storico accordo” e ribadendo che Teheran “non avrà mai un’arma nucleare”. Sul palco, protetto da vetri antiproiettile e decorato con i loghi di Freedom 250, Trump è stato accolto dal cantante Lee Greenwood sulle note di God Bless the U.S.A.
La cerimonia è stata accompagnata da sorvoli militari, bande delle forze armate e performance musicali. Trump ha toccato anche temi culturali che avevano segnato la sua campagna del 2024, rivendicando il divieto delle mutilazioni genitali femminili sui minori, la definizione legale dei due generi e l’esclusione degli uomini dagli sport femminili. Ha poi rilanciato accuse contro presunti atti vandalici alla Reflecting Pool del Lincoln Memorial, nonostante le indagini siano ancora in corso.





