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Mattarella: «Le crisi globali mettono alla prova Nato e Ue»

Nella ʼGiornata della Marina Militareʼ il Capo dello Stato richiama il valore strategico delle rotte marittime, delle infrastrutture sottomarine e della cooperazione internazionale. Poi lʼomaggio a Francesco Coco nel cinquantesimo anniversario dell'assassinio
martedì, 9 Giugno 2026
2 minuti di lettura

Dal Mediterraneo al Mar Rosso, dai cavi sottomarini che trasportano dati alle infrastrutture energetiche che attraversano i fondali, la sicurezza passa sempre più dal mare. È da questa consapevolezza che Sergio Mattarella, in occasione della Giornata della Marina Militare, ha tracciato al Quirinale una riflessione che va ben oltre il ruolo delle Forze armate e tocca uno dei nodi centrali della fase storica attuale: la tenuta dell’ordine internazionale.

Ammiraglio Giuseppe Berutti Bergotto

Ricevendo una rappresentanza della Marina guidata dal Capo di Stato Maggiore, l’Ammiraglio Giuseppe Berutti Bergotto, il Presidente della Repubblica ha collocato la questione marittima dentro uno scenario globale attraversato da guerre, tensioni geopolitiche e nuove forme di competizione strategica. Un quadro nel quale il mare non rappresenta soltanto una via commerciale, ma un’infrastruttura essenziale per l’economia, la sicurezza e le comunicazioni.

«Il dominio marittimo appare come sempre centrale negli equilibri internazionali», ha affermato Mattarella che ha collegato immediatamente questa centralità alle crisi che attraversano il sistema internazionale: «Le tensioni e i conflitti che attraversano lo scenario globale stanno ponendo alla prova la resilienza dell’Alleanza Atlantica, la soggettività politica dell’Unione europea e più in generale la credibilità stessa delle organizzazioni internazionali, a partire dalle Nazioni Unite».

Ruolo fondamentale

Non è soltanto un’analisi del momento. Nelle parole del Presidente è emersa la preoccupazione per una fase nella quale gli strumenti costruiti nel secondo dopoguerra per governare i rapporti tra gli Stati vengono sottoposti a una pressione crescente. Dall’invasione russa dell’Ucraina alla crisi in Medio Oriente, fino alle tensioni lungo le rotte commerciali internazionali, il contesto internazionale mostra una frammentazione che investe direttamente il ruolo delle alleanze occidentali e la capacità delle istituzioni multilaterali di incidere sugli eventi. In questo scenario la Marina assume, nella lettura del Capo dello Stato, una funzione che supera la tradizionale dimensione militare: «La Marina Militare continua a svolgere un ruolo fondamentale, assicurando presenza, deterrenza e capacità di intervento in cooperazione con gli alleati», ha osservato Mattarella che ha poi richiamato la necessità di difendere quel patrimonio di regole e cooperazione che ha garantito decenni di stabilità internazionale.

Dominio subacqueo

Un passaggio significativo riguarda il dominio subacqueo, tema diventato centrale dopo gli episodi che negli ultimi anni hanno evidenziato la vulnerabilità delle infrastrutture energetiche e digitali. Gasdotti, elettrodotti e cavi per le telecomunicazioni rappresentano oggi asset strategici la cui protezione è entrata stabilmente nelle priorità dei governi e delle alleanze internazionali.

Per Mattarella la risposta non può limitarsi all’aggiornamento tecnologico delle capacità navali. Il fattore decisivo resta quello umano. Formazione, reclutamento, specializzazione e attenzione al personale costituiscono elementi indispensabili per affrontare uno scenario in continua evoluzione. Una lettura condivisa dall’Ammiraglio Berutti Bergotto, che ha ricordato come l’Italia sia una potenza marittima per storia, geografia ed economia. Gran parte delle forniture energetiche, degli scambi commerciali e delle comunicazioni del Paese passa infatti attraverso il mare. Da qui la necessità di garantire una presenza costante nelle aree considerate più sensibili.

Il capo di Stato Maggiore ha evidenziato come ogni giorno circa trenta unità della Marina siano impegnate in attività operative, di sorveglianza e di supporto, in Italia e all’estero. Un impegno che trova nel Mediterraneo il proprio baricentro strategico attraverso l’operazione Mediterraneo Sicuro, considerata uno degli strumenti principali per la tutela degli interessi nazionali.

Il ricordo di Coco

La giornata di Mattarella di ieri è stata anche l’occasione per un richiamo alla memoria repubblicana. Nel cinquantesimo anniversario dell’assassinio di Francesco Coco, il Presidente ha ricordato il Magistrato ucciso dalle Brigate Rosse l’8 giugno 1976 insieme al Brigadiere Giovanni Saponara e all’Appuntato Antioco Deiana. «Primo Magistrato a cadere per mano del terrorismo delle Brigate Rosse», ha scritto il Capo dello Stato che ha poi ricordato la fermezza con cui Coco si oppose alle richieste avanzate dai terroristi durante il sequestro del Magistrato Mario Sossi. Una scelta che, nelle parole del Capo dello Stato, rappresentò una difesa dell’ordinamento democratico in una delle stagioni più difficili della storia repubblicana.

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