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Iran e Israele verso lo stop ai raid, ma il Libano resta sotto attacco

lunedì, 8 Giugno 2026
2 minuti di lettura

Teheran ha annunciato la cessazione delle operazioni militari contro Israele dopo la nuova ondata di missili lanciata nella notte. Poco dopo, secondo Channel 12, Benjamin Netanyahu avrebbe iniziato a valutare lo stop ai raid pianificati contro l’Iran dopo una telefonata con Donald Trump, che ha chiesto ancora una volta alle parti di “smettere di sparare”.

La sospensione, però, non riguarda il Libano. Un alto funzionario israeliano ha riferito alla stessa emittente che l’esercito continuerà a colpire Hezbollah “con la massima intensità”, anche nella periferia sud di Beirut, se gli attacchi contro il nord di Israele proseguiranno. Meno di un’ora dopo l’annuncio iraniano, l’agenzia libanese Nna ha riferito di nuovi raid israeliani nel sud del Paese, contro i villaggi di Az Zrariyah, Arabsalim e Kfar Tebnit, nel distretto di Nabatieh. Nelle stesse ore, le sirene sono tornate a suonare nel nord di Israele. Secondo l’Idf, tre proiettili sono stati sparati contro le forze israeliane nel sud del Libano.

Il Presidente americano ha rivendicato il ruolo di Washington nel tentativo di bloccare la nuova spirale militare. Su Truth Social ha scritto che Israele e Iran “stanno cercando di raggiungere un cessate il fuoco immediato” e che i negoziati finali sulla “pace” stanno procedendo, “salvo che l’ignoranza o la stupidità non si frappongano al loro cammino”. Trump ha aggiunto che il blocco statunitense dei porti navali iraniani resterà in vigore fino a un “accordo definitivo”.

Secondo Channel 12, la telefonata tra Trump e Netanyahu avrebbe spinto il premier israeliano a valutare la cancellazione degli attacchi previsti per la sera e la notte, che avrebbero dovuto avere una portata più ampia. Netanyahu ha convocato il gabinetto di sicurezza, mentre l’Idf ha confermato il coordinamento con il CentCom statunitense soprattutto nelle operazioni di difesa aerea.

Teheran sospende i lanci ma minaccia nuove risposte

L’esercito iraniano ha annunciato che “le operazioni militari contro Israele sono terminate”, ma ha avvertito che nuovi attacchi israeliani contro il Libano provocheranno una risposta più dura. Il Presidente Masoud Pezeshkian ha scritto su X che l’Iran non abbandona “né il campo di battaglia né il tavolo dei negoziati”, definendo diplomazia e difesa “i due pilastri del potere nazionale”.

Anche il comando centrale iraniano Khatamolanbia ha minacciato una reazione più forte in caso di nuove operazioni israeliane. Il ministro della Difesa Majid Ebn e Reza ha dichiarato che Teheran “non indietreggerà” fino a quando “l’aggressore non sarà punito”. L’agenzia Tasnim, citando una fonte informata, ha scritto che l’Iran è pronto a una guerra di lunga durata con Israele e a colpire anche gli interessi statunitensi se l’escalation dovesse proseguire.

Raid israeliani

L’esercito israeliano ha rivendicato la distruzione dei sistemi di difesa aerea nell’Iran occidentale e centrale. L’Idf ha confermato anche l’attacco contro il complesso petrolchimico di Mahshahr, nel sud ovest dell’Iran, sostenendo che le infrastrutture colpite venissero usate per produrre ed esportare materie prime destinate alla fabbricazione di armamenti e componenti per missili balistici.

Durante la notte, secondo l’esercito israeliano, sono stati lanciati contro Israele 22 missili dall’Iran e due dallo Yemen. Le autorità iraniane hanno cancellato tutti i voli da e per gli aeroporti del Paese fino a nuovo avviso. In precedenza erano state segnalate esplosioni a Teheran, Tabriz, Isfahan e nei pressi di Karaj, mentre alcuni media hanno riferito di comunicazioni interrotte tra l’ufficio di Khamenei e i vertici dei Pasdaran.

Redazione

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“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

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