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Teheran lancia missili su basi israeliane, Idf risponde con raid su obiettivi militari. Gli Houthi minacciano il Mar Rosso

lunedì, 8 Giugno 2026
2 minuti di lettura

Dopo i missili lanciati da Teheran contro Israele, l’esercito israeliano ha risposto con un «attacco su vasta scala» contro obiettivi militari e sistemi di difesa iraniani. Donald Trump ha chiesto alle due parti di «smettere immediatamente di sparare», ma il suo appello non ha fermato la risposta israeliana. Secondo Axios, il Presidente americano aveva già invitato Benjamin Netanyahu a non reagire e a concedere più tempo alla diplomazia.

Teheran accusa invece Washington di essere responsabile di ogni violazione del cessate il fuoco, sostenendo che Israele non agisca senza coordinamento americano. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghei ha ammesso che la ripresa delle ostilità avrà conseguenze sui colloqui con gli Stati Uniti, pur assicurando che la mediazione del Pakistan continua. La Cina si è detta «profondamente preoccupata» e ha chiesto il rispetto della tregua. L’Alta rappresentante Ue Kaja Kallas ha invitato le parti a tornare al tavolo negoziale. Per ora, però, la diplomazia corre dietro ai missili.

Attacchi e raid

L’Idf sostiene che l’Iran abbia violato il cessate il fuoco «per guadagnare tempo» nei negoziati con Washington. Il portavoce militare Efi Defrin ha affermato che Teheran avrebbe collegato il proprio attacco ai raid israeliani su Dahieh, nella periferia sud di Beirut, ma ha accusato la Repubblica islamica di avere infranto una tregua di due mesi. Defrin ha confermato il coordinamento con il CentCom statunitense, soprattutto sul fronte della difesa aerea, precisando però che i raid israeliani in Iran sono stati condotti solo con velivoli israeliani.

Le Guardie rivoluzionarie iraniane hanno rivendicato attacchi contro due basi aeree israeliane, Nevatim e Tel Nof, e contro il centro industriale di Haifa, definendoli una risposta all’«aggressione americano sionista» contro le industrie petrolchimiche iraniane. L’Idf ha riferito di avere intercettato i missili lanciati verso Israele e ha avvertito la popolazione del centro e del nord del Paese di restare nei rifugi durante le nuove ondate.

In Iran sono state segnalate esplosioni a Teheran, Tabriz, Isfahan e nei pressi di Karaj. Secondo le autorità locali, il complesso petrolchimico di Karoun, a Mahshahr, nella provincia del Khuzestan, è stato colpito e ha subito danni parziali, senza notizie di vittime. A Teheran il sistema di difesa è stato attivato dopo una forte esplosione nella zona occidentale della capitale. L’agenzia Mehr ha riferito anche dell’abbattimento di un drone «statunitense israeliano». Tutti i voli in partenza dall’aeroporto di Mehrabad sono stati sospesi fino a nuovo avviso.

Houthi, Libano e Gaza

La crisi rischia di allargarsi. Gli Houthi dello Yemen, alleati dell’Iran, hanno rivendicato un attacco missilistico contro Israele e annunciato il blocco della navigazione per le navi israeliane nel Mar Rosso e nello stretto di Bab al Mandab. Da Teheran, il consigliere Ali Akbar Velayati ha minacciato anche Hormuz, affermando che «i circoli della resistenza» hanno la capacità di bloccare entrambi gli stretti. Il petrolio ha reagito subito, con Brent e Wti in rialzo di oltre il 3 per cento.

L’escalation investe anche Libano e Gaza. Fonti libanesi e l’agenzia Nna riferiscono di almeno sette morti e 24 feriti in raid israeliani nel sud del Libano, nei distretti di Nabatiye, Sidone, Tiro, Bint Jbeil, Marjayoun e Jezzine. Israele ha inoltre chiuso temporaneamente i valichi verso la Striscia di Gaza, sostenendo che gli attacchi missilistici iraniani impediscono di operarli in sicurezza.

Redazione

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“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

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