Meta ha raggiunto un accordo extragiudiziale nel primo caso statunitense che chiedeva alle piattaforme social di contribuire ai costi sostenuti dalle scuole per affrontare la crisi di salute mentale tra gli studenti, come emerge da un documento depositato presso il tribunale federale di Oakland. L’intesa riguarda la causa intentata dal Breathitt County School District, un piccolo distretto del Kentucky, scelta come bellwether, cioè caso pilota, all’interno di un contenzioso che coinvolge oltre 1.200 distretti scolastici in tutto il Paese.
La scuola accusava Meta — insieme a YouTube, Snap e TikTok, che hanno già raggiunto accordi separati — di aver progettato piattaforme in grado di creare dipendenza nei giovani, contribuendo a un aumento di ansia, depressione e comportamenti autolesionistici. Il distretto chiedeva più di 60 milioni di dollari per finanziare un programma di salute mentale della durata di 15 anni e per coprire i costi già sostenuti per supportare gli studenti.
L’accordo evita a Meta un processo molto atteso, previsto per metà giugno, che avrebbe potuto fissare un precedente pesante per le migliaia di cause analoghe pendenti nella multidistrict litigation MDL 3047, che riunisce oltre 2.000 denunce per dipendenza da social media presentate da individui, scuole e procuratori generali statali.
In una dichiarazione, Meta ha affermato di aver “risolto la controversia in modo amichevole” e di voler continuare a investire in strumenti di sicurezza come i Teen Accounts, progettati per limitare l’esposizione dei minori a contenuti dannosi e dare ai genitori maggior controllo.
Gli avvocati del distretto hanno definito l’accordo “un passo avanti”, ribadendo che la battaglia legale proseguirà per gli altri 1.200 distretti coinvolti.


