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Boris Pistorius ministro della Difesa

Putin rilancia i negoziati, Europa scettica. Berlino attacca: “Un diversivo”

La Germania accelera sulla cooperazione militare con Kiev. Pistorius: “Se Putin vuole finire la guerra, la finisca”. Witkoff e Kushner attesi a Mosca. Nuove sanzioni Ue per la deportazione di bambini ucraini
martedì, 12 Maggio 2026
2 minuti di lettura

Le aperture di Vladimir Putin sui possibili negoziati per l’Ucraina continuano a dividere Europa e alleati occidentali. Dopo le dichiarazioni del presidente russo secondo cui la guerra “sta volgendo al termine” e la disponibilità a discutere nuovi assetti di sicurezza europei, ieri da Bruxelles e Kiev sono arrivate reazioni improntate allo scetticismo, mentre proseguono i contatti diplomatici tra Washington, Mosca e Kiev.

Il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius, in visita a Kiev, ha definito le parole del Cremlino “un possibile diversivo”. “Se vede davvero avvicinarsi la fine di questa guerra, perché non la conclude semplicemente?”. Pistorius ha accusato Putin di aver più volte “giocato con carte truccate” nei tentativi di tregua e di voler “distogliere l’attenzione dalle proprie debolezze”. Le dichiarazioni del ministro tedesco arrivano dopo che venerdì Putin aveva indicato l’ex cancelliere Gerhard Schröder come possibile interlocutore dell’Europa in eventuali colloqui con Mosca. L’ipotesi è stata accolta con freddezza sia da Berlino sia dalle istituzioni europee. L’Alta rappresentante Ue Kaja Kallas ha ricordato i rapporti di lunga data tra Schröder e il Cremlino, giudicandolo privo della necessaria imparzialità. Anche dal governo tedesco sono filtrati dubbi sulla credibilità dell’apertura russa. Nessun commento dallo staff dell’ex cancelliere.

Cooperazione militare con Kiev

Parallelamente, la Germania accelera sulla cooperazione militare con Kiev. Pistorius e il ministro ucraino Mychajlo Fedorov hanno firmato una dichiarazione d’intenti per sviluppare nuovi sistemi d’arma nell’ambito della piattaforma “Brave One”, dedicata a droni, sistemi autonomi e tecnologie militari. Berlino punta inoltre alla creazione di joint venture industriali con aziende ucraine. Da Bruxelles, il ministro degli Esteri ucraino Andrij Sybiha ha sostenuto che sul terreno “la situazione è cambiata”. “Siamo riusciti a stabilizzare il fronte e ora siamo in grado di abbattere fino al 90% degli obiettivi aerei russi”, rivendicando anche l’efficacia delle operazioni ucraine a lungo raggio.

Nuove sanzioni Ue

L’Unione europea ha adottato nuove sanzioni contro 16 individui e sette entità russe accusati di essere coinvolti nella deportazione e nel trasferimento forzato di bambini ucraini nei territori occupati e in Russia. Bruxelles parla di “deportazione illegale sistematica”, indottrinamento” ed “educazione militarizzata” dei minori. Secondo dati ucraini citati da fonti europee, sarebbero oltre 20 mila i bambini trasferiti illegalmente dall’inizio dell’invasione. La questione è stata al centro della riunione della Coalizione internazionale per il ritorno dei bambini ucraini, organizzata a Bruxelles con Canada e governo di Kiev. La Corte penale internazionale aveva già emesso un mandato d’arresto contro Putin per il presunto coinvolgimento nelle deportazioni di minori.

Witkoff e Kushner attesi a Mosca

Sul fronte diplomatico Usa-Russia, il consigliere presidenziale Yuri Ushakov ha annunciato che gli inviati americani Steve Witkoff e Jared Kushner dovrebbero recarsi “presto” a Mosca “per continuare il dialogo”. Volodymyr Zelensky ha riferito che il segretario del Consiglio di sicurezza Rustem Umerov ha discusso negli Stati Uniti con Witkoff e Kushner “possibili formati” di colloqui per porre fine alla guerra. Kiev insiste sul mantenimento di un forte coinvolgimento statunitense. Zelensky ha inoltre annunciato che l’Ucraina ha trasmesso alla Russia le liste per uno scambio di prigionieri “1.000 per 1.000”, sottolineando che Washington dovrà fungere da garante dell’accordo. La dichiarazione contraddice quanto affermato dal Cremlino il 9 maggio, quando Putin aveva sostenuto di non aver ricevuto alcuna proposta ucraina sullo scambio.

Helsinki: “Kiev più forte”. Serbia pronta ai colloqui

La ministra degli Esteri finlandese Elina Valtonen sostiene che “l’Ucraina ha dimostrato di avere le carte più forti”, sia sul piano militare sia su quello politico ed economico. Secondo Valtonen, Kiev ha rafforzato la propria posizione grazie alle competenze sviluppate nella guerra dei droni e nella difesa aerea, mentre “l’economia russa sta andando molto peggio”. La ministra ha aggiunto che anche in Russia starebbero crescendo interrogativi sulla prosecuzione del conflitto. Anche la Serbia si è detta pronta a ospitare eventuali negoziati tra Russia e Unione europea. Il ministro degli Esteri Marko Duric ha dichiarato che Belgrado è “sempre pronta a fornire buoni servizi e ad ospitare ogni tipo di negoziato”, ribadendo che il governo serbo è “inequivocabilmente a favore della pace e della fine dello spargimento di sangue”.

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