Il servizio postale statunitense sta valutando una modifica normativa che consentirebbe, per la prima volta in quasi un secolo, la spedizione di pistole e revolver tramite posta ordinaria.
La proposta, avanzata dopo un riesame del Dipartimento di Giustizia dell’amministrazione Trump, ha scatenato un’ondata di reazioni politiche e istituzionali. Secondo il parere del Dipartimento, la legge del 1927 che vieta all’USPS di spedire armi da fuoco occultabili sarebbe incostituzionale e violerebbe il Secondo Emendamento, impedendo ai cittadini rispettosi della legge di trasportare armi per scopi legittimi.
La nuova norma equiparerebbe le pistole ai fucili già spedibili tramite posta, purché scarichi e imballati in modo sicuro.
L’USPS ha dichiarato di essere nella fase di raccolta dei commenti pubblici prima di procedere con eventuali modifiche definitive. Ma la reazione degli stati è stata immediata: una ventina di procuratori generali democratici hanno inviato una lettera di opposizione, sostenendo che la misura indebolirebbe le leggi locali sulla sicurezza delle armi e faciliterebbe l’accesso alle armi da parte di persone che non possono legalmente possederle.
Il Nevada, teatro della più sanguinosa sparatoria di massa nella storia moderna degli Stati Uniti, ha guidato il fronte critico. Il procuratore generale Aaron Ford ha definito la proposta “uno schiaffo alle vittime della violenza armata”.
Le norme proposte prevedono che le spedizioni tra stati diversi siano consentite solo verso se stessi, una clausola pensata per chi viaggia per caccia o tiro sportivo. Le associazioni favorevoli al possesso di armi hanno accolto positivamente la proposta. Al contrario, i gruppi per la sicurezza delle armi avvertono che l’USPS rischia di trasformarsi in un canale di traffico incontrollato. Anche i corrieri privati, come UPS e FedEx, mantengono restrizioni severe, limitando le spedizioni ai soli titolari di licenze federali.






