Le autorità yemenite hanno lanciato un nuovo allarme sulla sicurezza marittima nel Golfo di Aden dopo che una petroliera sequestrata al largo della costa di Shabwa avrebbe cambiato rotta dirigendosi verso le acque somale. L’imbarcazione, secondo fonti governative, è stata dirottata da un gruppo armato non ancora identificato mentre transitava in una delle aree più sensibili per il traffico energetico internazionale. A bordo si trovava un equipaggio composto da marinai di diverse nazionalità, la cui sorte rimane al momento incerta. Il governo yemenita ha accusato “elementi ostili alla stabilità regionale” di essere responsabili dell’operazione, senza però fornire ulteriori dettagli.
Le prime ricostruzioni indicano che l’attacco sarebbe avvenuto con modalità simili a quelle utilizzate in passato da gruppi di pirati somali, anche se gli investigatori non escludono il coinvolgimento di milizie locali attive lungo la costa meridionale dello Yemen. Le autorità hanno confermato che la nave ha spento il transponder poco dopo il sequestro, rendendo difficile il tracciamento. La notizia ha immediatamente attirato l’attenzione delle forze navali internazionali presenti nell’area, già impegnate a contrastare un recente aumento di episodi di pirateria e attacchi contro navi commerciali. Un ufficiale della coalizione navale ha riferito che “sono in corso verifiche per determinare la posizione esatta della petroliera e valutare eventuali rischi per l’equipaggio”.
Il dirottamento arriva in un momento di forte instabilità per lo Yemen, dove la guerra civile continua a frammentare il controllo del territorio e a favorire attività criminali lungo le rotte marittime. Gli analisti avvertono che un eventuale trasferimento della nave verso la Somalia potrebbe complicare ulteriormente le operazioni di recupero, aprendo la strada a richieste di riscatto o a un prolungato stallo negoziale.





