La discesa dei prezzi dei carburanti in Italia prosegue, ma lo scenario resta instabile e fortemente legato agli equilibri internazionali. Il calo registrato negli ultimi giorni è infatti il riflesso diretto della flessione delle quotazioni dei prodotti raffinati sui mercati globali, avvenuta venerdì scorso dopo la notizia – poi rivelatasi temporanea – della riapertura dello Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il traffico petrolifero mondiale. Sull’onda di questo movimento, nel fine settimana gli operatori hanno adeguato i listini al ribasso. In particolare Eni ha ridotto di 5 centesimi al litro sia il prezzo della benzina sia quello del diesel, contribuendo a spingere verso il basso la media nazionale dei prezzi praticati alla pompa.
Secondo i dati aggiornati al 20 aprile del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il prezzo medio della benzina in modalità self si attesta a 1,758 euro al litro, mentre il diesel self scende a 2,103 euro al litro.
Trend in diminuzione
Il monitoraggio della rete, elaborato da Quotidiano Energia sui dati dell’Osservaprezzi, conferma il trend in diminuzione rispetto a metà mese. La benzina self si posiziona a 1,764 euro/litro (era 1,775 il 16 aprile), con oscillazioni tra 1,757 e 1,775 euro/litro (no logo 1,762). Il diesel self scende a 2,111 euro/litro (da 2,137), con prezzi compresi tra 2,094 e 2,131 euro/litro (no logo 2,111). Anche il servito segue la stessa traiettoria: la benzina si attesta a 1,903 euro/litro (da 1,913), mentre il diesel scende a 2,251 euro/litro (da 2,276). Più stabili gli altri carburanti, con il Gpl tra 0,800 e 0,821 euro/litro e il metano auto tra 1,550 e 1,664 euro/kg.





