0
Petrolio russo, Usa sospendono sanzioni fino al 16 maggio. Kiev: “Mossa cinica”

Petrolio russo, Usa sospendono sanzioni fino al 16 maggio. Kiev: “Mossa cinica”

Decisione per frenare i prezzi dopo la crisi di Hormuz. Dmitriev parla di altri “100 milioni di barili”. Raid ucraini su raffinerie e porto baltico, risposta russa con 219 droni. Zelensky denuncia rischi per le forniture militari.
domenica, 19 Aprile 2026
2 minuti di lettura

Nel tentativo di contenere i prezzi energetici esplosi dopo la crisi di Hormuz, gli Stati Uniti hanno sospeso fino al 16 maggio gran parte delle sanzioni sul petrolio russo, autorizzando temporaneamente operazioni di carico e scarico di greggio, incluse quelle legate alla cosiddetta flotta ombra di Mosca. Restano escluse le transazioni con Iran, Corea del Nord, Cuba e i territori ucraini occupati.

La decisione segna una correzione di linea rispetto a quanto indicato appena due giorni prima dal segretario al Tesoro Scott Bessent, che aveva escluso un rinnovo della deroga, e ha provocato polemiche tra alcuni senatori democratici che l’hanno definita “vergognosa”, accusando Trump di favorire il Cremlino.

Diversi media americani collegano la scelta anche all’aumento dei carburanti negli Stati Uniti, con rincari indicati oltre il 30% dall’inizio della crisi iraniana. Mosca ha accolto la misura come uno sblocco rilevante. Kirill Dmitriev, inviato speciale del Cremlino, ha sostenuto che la proroga interesserà “altri 100 milioni di barili”, portando a 200 milioni il totale coperto dalle due deroghe concesse da Washington.

Durissima la reazione di Kiev. Robert Brovdi, comandante delle forze droni ucraine, ha definito il provvedimento “una mossa cinica con un prezzo ben preciso per le vite degli ucraini”, accusando Donald Trump di avere regalato a Mosca “quasi 10 miliardi di petrodollari in più”. Il presidente ucraino ha avvertito che la crisi iraniana rischia di rallentare anche le forniture militari a Kiev e ha chiesto una missione internazionale per garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, offrendo l’esperienza maturata dall’Ucraina nel Mar Nero.

Mosca frena sui negoziati

Sul fronte diplomatico, il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov, intervenendo al Forum di Antalya, ha ridimensionato l’ipotesi di nuovi colloqui: “Accogliamo con favore la possibilità di riprendere i negoziati a Istanbul, ma al momento non rappresentano la priorità assoluta”.

Lavrov ha anche attaccato diversi Paesi europei, accusandoli di tollerare “il riemergere di elementi dell’ideologia nazista”, e ha sostenuto che la Nato “non è nelle migliori condizioni”. Da Kiev, il ministro degli Esteri Andrii Sybiha ha rilanciato la sfida al Cremlino: “Zelensky è pronto a incontrare Putin. La domanda è: perché si nasconde?”.

Parallelamente, martedì in Lussemburgo si riunirà il Consiglio Esteri dell’Unione europea. Sul tavolo ci saranno il prestito da 90 miliardi a favore di Kiev e il ventesimo pacchetto di sanzioni contro Mosca, ma fonti europee ritengono improbabile una svolta immediata, anche per la transizione politica in Ungheria dopo il successo elettorale del partito Tisza di Peter Magyar. Intanto il segretario generale della Nato Mark Rutte ha dichiarato di non credere a un’uscita americana dall’Alleanza, pur comprendendo “la frustrazione di Trump” verso i partner europei che investono troppo poco nella difesa.

Raid incrociati su raffinerie e infrastrutture

Nella stessa notte, secondo fonti ucraine, droni di Kiev hanno colpito due raffinerie russe a Novokuybyshevsk e Syzran, nella regione di Samara, due depositi di petrolio tra Krasnodar e Sebastopoli e infrastrutture Lukoil nel porto baltico di Vysotsk, nella regione di Leningrado. Il Servizio di sicurezza ucraino ha inoltre rivendicato la distruzione in Crimea di tre unità navali russe, tra cui le navi da sbarco Yamal e Azov.

Mosca ha risposto con un massiccio attacco aereo. L’aeronautica ucraina ha riferito del lancio di 219 droni a lungo raggio. Nella regione di Odessa sono state colpite infrastrutture portuali, magazzini agricoli e depositi, mentre nel nord del Paese, a Chernihiv, un impianto energetico è stato danneggiato e circa 380 mila utenze sono rimaste senza elettricità. Due civili risultano morti. Nel Donetsk, la polizia regionale ha denunciato 1.355 attacchi russi in una sola giornata contro la linea del fronte e aree residenziali. A Mykolaivka un civile è stato ucciso e un altro ferito.

Sparatoria a Kiev, cinque morti

Sul piano interno, Kiev è stata scossa anche da una sparatoria in strada. Un uomo armato ha aperto il fuoco in un quartiere della capitale, poi si è barricato in un supermercato prendendo ostaggi. Dopo il blitz delle forze speciali, l’assalitore è stato ucciso. Il presidente Volodymyr Zelensky ha parlato di cinque morti e dieci feriti.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo modulo raccoglie il tuo nome, la tua email e il tuo messaggio in modo da permetterci di tenere traccia dei commenti sul nostro sito. Per inviare il tuo commento, accetta il trattamento dei dati personali mettendo una spunta nel apposito checkbox sotto:

Potrebbero interessarti

Lavoro e Veronese (Uil): Cassa integrazione, segnali di difficoltà per l’intero sistema produttivo

Cassa integrazione, dalle ore autorizzate nuovo segnale di difficoltà per…

Energia e Superbonus. Granelli (Confartigianato): “Priorità al taglio delle bollette e Bonus edilizia”

“Ridurre i costi dell’energia e l’impatto dell’inflazione e risolvere il…