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Iran, gli Usa avviano il blocco ma riparte la trattativa. Petroliera cinese passa, stallo sul nucleare

martedì, 14 Aprile 2026
2 minuti di lettura

Nelle stesse ore in cui la Marina Usa ha avviato il blocco navale contro i porti iraniani annunciato da Donald Trump dopo il fallimento dei colloqui, il Pakistan ha proposto una seconda tornata di negoziati a Islamabad nei prossimi giorni, con l’obiettivo di raggiungere un’intesa prima della scadenza della tregua del 21 aprile. Secondo fonti pakistane e iraniane, la proposta è stata trasmessa a entrambe le parti, ma non c’è ancora conferma ufficiale americana né una data.

Il blocco non riguarda l’intero traffico nel Golfo, ma le navi dirette ai porti iraniani o in uscita. In questo contesto, la petroliera Rich Starry, di proprietà cinese e già sanzionata dagli Stati Uniti, ha attraversato lo Stretto di Hormuz nel primo giorno pieno dell’operazione senza violare formalmente le restrizioni, non essendo diretta verso porti iraniani. Il transito, insieme a quello di altre petroliere legate all’Iran, evidenzia i limiti e la contestazione dell’applicazione del blocco.

Trump ha minacciato che eventuali violazioni saranno punite e che le imbarcazioni ostili potranno essere “eliminate”. I Pasdaran hanno definito il blocco un atto di pirateria, mentre l’ambasciatore iraniano all’Onu Saeed Iravani lo ha denunciato come una “chiara violazione della sovranità e dell’integrità territoriale”, attribuendo agli Stati Uniti la responsabilità delle conseguenze regionali.

Nucleare e stallo dei negoziati

Il nodo principale resta il negoziato. Secondo media americani, Teheran ha proposto una sospensione dell’arricchimento dell’uranio per cinque anni, giudicata insufficiente da Washington, che chiede uno stop di vent’anni e garanzie sul materiale già arricchito. È questo il punto che ha bloccato l’intesa a Islamabad, pur lasciando aperti i canali diplomatici. JD Vance ha affermato che “la palla è nel campo iraniano”, mentre Trump ha ribadito di non accettare accordi che consentano a Teheran di arrivare all’arma nucleare.

Mercati

Le borse asiatiche hanno chiuso in rialzo e anche i listini europei, compresa Milano, sono saliti sulla prospettiva di nuovi colloqui tra Stati Uniti e Iran. Il petrolio è sceso sotto i 100 dollari al barile: Brent a 98-99 dollari, Wti sotto i 97. L’Agenzia Internazionale dell’Energia parla però della più grave interruzione dell’offerta nella storia recente e lega la stabilizzazione a una riapertura almeno parziale di Hormuz.

Posizioni internazionali

Si allarga il fronte contrario al blocco. La Cina lo definisce “pericoloso e irresponsabile” e accusa Washington di compromettere la tregua. Il portavoce Guo Jiakun ha minacciato “contromisure risolute” in caso di nuovi dazi. Pechino, principale acquirente del greggio iraniano, resta centrale: secondo dati citati dalla Bbc e da Kpler, a marzo Teheran ha esportato 57,9 milioni di barili, tra i livelli più alti dell’ultimo anno e mezzo. A Pechino è arrivato Sergej Lavrov, mentre Xi Jinping ha presentato al principe emiratino Khaled bin Mohamed bin Zayed un piano in quattro punti su sovranità, diritto internazionale e sicurezza.

Anche l’Europa si muove fuori dalla linea americana. La Francia chiede la revoca immediata del blocco, richiamando la libertà di navigazione e i rischi per l’economia globale. Secondo Reuters, Parigi e Londra lavorano a una conferenza dei Paesi non belligeranti e a una missione difensiva per garantire il transito nello stretto senza aderire all’operazione Usa. Il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa è in tournée nel Golfo, con tappe ad Abu Dhabi, Arabia Saudita e Qatar. L’Arabia Saudita spinge per la revoca del blocco, temendo un’estensione della crisi a Bab el Mandeb e al traffico nel Mar Rosso.

Colloqui Israele Libano

Al Dipartimento di Stato sono in programma colloqui diretti tra Israele e Libano con la partecipazione di Marco Rubio e dei rispettivi ambasciatori. Per Washington è un primo passo su sicurezza del confine settentrionale israeliano e sovranità libanese. Hezbollah chiede la sospensione, definendo l’iniziativa una capitolazione. Sul terreno continuano gli scontri nel Libano meridionale e l’esercito israeliano ha annunciato la morte di un soldato riservista.

Redazione

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“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

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