Un nuovo forte richiamo alla pace (come oramai di consuetudine), una riflessione sul senso della vita cristiana e un messaggio di cordoglio per la scomparsa del Patriarca Ilia II hanno segnato la domenica del Papa in quel del Vaticano.
E di certo sono state le parole che Leone XIV ha utilizzato dopo l’Angelus a ‘catalizzare’ il maggiore interesse, quando ha rivolto il suo pensiero verso quelle tante aree del mondo colpite dalla guerra, chiaramente con un riferimento al Medio Oriente: “Non possiamo rimanere in silenzio di fronte alla sofferenza di così tante persone, vittime inermi di questi conflitti. Ciò che li ferisce, ferisce l’intera umanità” ha detto il Pontefice secondo il quale il dolore provocato dalle ostilità viene indicato come una ferita condivisa, mentre la guerra assume i contorni di “uno scandalo per tutta la famiglia umana e un grido al cospetto di Dio”.
Il Santo Padre ha poi richiamato la responsabilità collettiva di fronte alle crisi in atto e ha invitato a perseverare nella preghiera: “Affinché cessino le ostilità e si aprano finalmente cammini di pace fondati su dialogo sincero e sul rispetto della dignità di ogni persona umana”.
Al termine Prevost ha richiamato anche il valore dello sport come occasione di incontro. Il riferimento alla maratona di Roma, con atleti provenienti da numerosi Paesi, viene proposto come segno di speranza: “Possa lo sport tracciare sentieri di pace, inclusione sociale e spiritualità”.
Risurrezione di Lazzaro
In merito all’Angelus vero e proprio, il Vescovo di Roma ha posto al centro il Vangelo della risurrezione di Lazzaro, proclamato nella quinta domenica di Quaresima. Le parole di Cristo (“Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà”)orientano per il Papa la riflessione verso il significato della Pasqua e il dono della vita eterna. La prospettiva della risurrezione illumina anche gli eventi della Passione, invitando a coglierne il senso nel cammino verso la salvezza.
Leone XIV ha quindi esteso la riflessione sull’uomo contemporaneo, spesso impegnato in una ricerca continua di novità e cambiamento, talvolta a scapito di ciò che è essenziale. Il bisogno di infinito, presente in ogni persona, non trova per il Pontefice risposta nelle realtà temporanee. Il richiamo è dunque a riconoscere una dimensione più profonda, che orienta verso Dio.
Il racconto di Lazzaro diventa così un invito a uscire da chiusure interiori e da logiche segnate da egoismo e superficialità: “Anche a noi Gesù grida: ‘Vieni fuori!’”, un’esortazione, per il Papa, a intraprendere un cammino di rinnovamento, nella prospettiva della Settimana Santa ormai vicina.
Il ricordo del Patriarca
Prima dell’Angelus il successore di Bergoglio ha espresso vicinanza alla Chiesa ortodossa georgiana per la morte di Ilia II, Catholicos-Patriarca di tutta la Georgia. Nel messaggio indirizzato alle autorità ecclesiali Leone XIV ha parlato di “profonda tristezza” e ha assicurato solidarietà nella preghiera. Il Patriarca è stato ricordato come “testimone della fede nel Cristo risorto” e come guida che ha accompagnato il suo popolo in tempi segnati da cambiamenti e difficoltà.
Il Papa ha richianamto infine il significato della risurrezione come fondamento della fede e fonte di speranza. Di fronte alla morte, la prospettiva cristiana non lascia spazio alla disperazione, ma apre alla certezza che la vita non viene tolta, bensì trasformata.





