Sessanta perquisizioni in 23 città italiane, dieci fermati per gli scontri a Roma e Torino e tredici feriti tra le forze dell’ordine. È il bilancio delle tensioni che hanno accompagnato il venerdì di sciopero generale contro il carovita e il riarmo, una giornata che ha portato in strada oltre 255mila persone secondo le autorità di pubblica sicurezza, mentre l’Usb, promotrice della mobilitazione, ha parlato di un milione di partecipanti in tutta Italia. Nello specifico la Digos e la Polizia postale hanno effettuato le perquisizioni nei confronti di soggetti che, secondo una nota della Polizia di Stato, avevano incitato a compiere violenze durante le recenti manifestazioni attraverso chat e piattaforme social. Le operazioni hanno interessato 23 città, mentre sono proseguiti gli accertamenti sugli episodi avvenuti a margine dei cortei, in particolare nella Capitale e a Torino, dove i tentativi di raggiungere le sedi istituzionali hanno provocato momenti di tensione con gli agenti schierati a protezione degli edifici.
“Undici poliziotti e due carabinieri feriti”
A tracciare il bilancio delle conseguenze per le forze dell’ordine è stato Domenico Pianese, Segretario generale del Coisp, secondo il quale «undici poliziotti e due carabinieri hanno riportato ferite durante le manifestazioni». Sei agenti sono rimasti coinvolti negli incidenti a Mestre, quattro a Vicenza e uno a Torino, dove si sono registrati anche due carabinieri contusi. La situazione più grave ha riguardato un poliziotto del Reparto Mobile di Padova, che a Mestre ha subito una frattura scomposta alla mano, con trenta giorni di prognosi e la necessità di un intervento chirurgico nei prossimi giorni: «Ancora una volta il prezzo della violenza nelle piazze lo hanno pagato le divise», ha detto Pianese che ha descritto una modalità d’azione nella quale piccoli gruppi si sono separati dai cortei per creare più punti di pressione sui dispositivi di sicurezza.
Secondo il sindacato gli episodi di Roma e Torino hanno mostrato il tentativo di forzare i blocchi per raggiungere rispettivamente il Parlamento e la Prefettura, mentre la tenuta degli schieramenti avrebbe impedito ulteriori sfondamenti. Pianese ha chiesto che i responsabili degli attacchi siano individuati e puniti.
Roma, sette denunce
Nella Capitale le attività di polizia successive ai cortei non preavvisati hanno portato a sette denunce e all’identificazione di 369 persone, molte delle quali provenienti da altre città. Le contestazioni hanno riguardato, a seconda delle singole posizioni, resistenza aggravata a pubblico ufficiale, travisamento in luogo pubblico, porto di oggetti atti a offendere e blocco stradale, mentre gli uffici della Questura stanno esaminando le condotte dei manifestanti per accertare eventuali ulteriori responsabilità. Tra gli episodi sotto esame figura quanto accaduto in viale Aventino, dove un gruppo di partecipanti si è seduto a terra nel tentativo di rallentare o impedire le identificazioni, con ripercussioni sulla circolazione stradale e tranviaria. La Questura ha valutato anche possibili sanzioni amministrative per l’interruzione del traffico, mentre la Divisione Anticrimine ha avviato l’istruttoria per eventuali fogli di via con divieto di ritorno nel comune di Roma.
Torino, bulloni e bottiglie contro il cordone di polizia
A Torino sono oltre state 250 le persone identificate, undici quelle accompagnate in Questura e dodici i denunciati per inosservanza dei provvedimenti dell’autorità, travisamento, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. I controlli sono stati effettuati da Polizia di Stato, Guardia di Finanza e Carabinieri durante una giornata che, fin dal mattino, aveva visto circa 30mila persone partecipare alla manifestazione sindacale. Da Palazzo Nuovo era partito anche un corteo studentesco di circa quattromila persone, diretto verso piazza Palazzo di Città, al quale si erano uniti circa quattrocento manifestanti riconducibili al centro sociale Askatasuna, provenienti dal Campus Luigi Einaudi. Uno spezzone guidato da Askatasuna, composto da circa tremila partecipanti, ha poi attraversato il centro fino a piazza Castello e alla Prefettura, dove alcuni manifestanti sono entrati in contatto con il cordone di sicurezza della Polizia.
Contro gli agenti sono stati lanciati uova con vernice rossa, bulloni e bottiglie di vetro, episodi sui quali si concentrano gli accertamenti delle autorità.
In piazza oltre 255mila persone, per l’Usb erano un milione
Le tensioni hanno accompagnato una mobilitazione estesa a più di cinquanta città, con cortei che hanno riunito lavoratori, pensionati, studenti, movimenti per la casa e realtà pro Palestina. Le autorità di pubblica sicurezza hanno quantificato la partecipazione complessiva in 255.870 persone, mentre l’Usb ha indicato un milione di manifestanti, dei quali centomila nella sola Roma.





