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Sciopero generale, cortei in 60 città e scontri a Roma: barricate, cariche della polizia e otto fermati

Tangenziali bloccate a Milano, Bologna e Torino, proteste nei porti di Genova e Napoli. Quattro agenti feriti a Vicenza. L’Usb rivendica un milione e mezzo di manifestanti. È scontro politico sulle violenze: la maggioranza attacca, le opposizioni difendono le ragioni della mobilitazione
sabato, 31 Ottobre 2026
4 minuti di lettura

Promessa mantenuta: una giornata, quella di ieri, scandita dallo sciopero e manifestazioni in circa 60 città italiane, con Roma paralizzata dai cortei, momenti di tensione tra manifestanti e forze dell’ordine, barricate nei pressi del Colosseo e otto persone fermate nella zona dell’Aventino. È il bilancio delle proteste che hanno portato in piazza migliaia di lavoratori e studenti scesi in strada contro il carovita, l’inflazione, i salari insufficienti e l’aumento delle spese militari, con blocchi della circolazione anche a Milano, Bologna e Torino e iniziative nei porti di Genova e Napoli. Lo sciopero generale di 24 ore, proclamato dall’Unione sindacale di base (Usb), ha coinvolto il settore pubblico e quello privato, dalla scuola alla sanità fino ai servizi, nonostante la precettazione dei trasporti. Il sindacato ha parlato di oltre un milione di lavoratori aderenti e ha rivendicato un milione e mezzo di partecipanti alle manifestazioni, con almeno centomila persone nel corteo principale di Roma, tra studenti, dipendenti e agricoltori arrivati con i trattori.

Roma, dagli studenti davanti al ministero alle cariche a Ponte Sisto

Nella Capitale la situazione è diventata più tesa dopo la conclusione del corteo della mattinata, che aveva attraversato le vie cittadine senza disordini. Centinaia di studenti hanno raggiunto il ministero dell’Istruzione, con il traffico bloccato lungo viale Trastevere, per poi proseguire verso il lungotevere con l’intenzione di arrivare davanti al Parlamento. All’altezza di Ponte Sisto il gruppo si è trovato davanti agli agenti in tenuta antisommossa, che hanno effettuato cariche di alleggerimento per respingere i manifestanti, successivamente diretti verso Ponte Sublicio.

La tensione è salita alle stelle anche nei pressi del Colosseo, dove alcune persone staccatesi dal corteo hanno eretto barricate in via Claudia, divelto cartelli stradali e dato fuoco ai cassonetti, mentre contro le forze dell’ordine sono partiti lanci di bottiglie. Una decina di manifestanti è stata fermata nella zona dell’Aventino, quasi tutti per il tentativo di forzare lo schieramento degli agenti.

Con il susseguirsi dei cortei spontanei, le forze dell’ordine hanno rafforzato il presidio intorno alle sedi istituzionali, fino alla chiusura degli accessi a piazza Colonna e piazza di Monte Citorio, dove si trovano rispettivamente Palazzo Chigi e la Camera dei deputati. Camionette e blindati della polizia sono stati collocati di traverso lungo via del Corso, all’altezza di piazza Colonna, mentre gli agenti in assetto antisommossa hanno occupato le vie circostanti. Una situazione che ha aggravato i disagi alla circolazione, già compromessa dai cortei tra Trastevere, il lungotevere e il centro della città.

Milano e Bologna, cortei sulle tangenziali

Non meno complicata la situazione sulle principali arterie stradali di Milano e Bologna, dove i manifestanti hanno raggiunto le tangenziali, con interruzioni del traffico durate diverse ore. Nel capoluogo emiliano, dopo aver annunciato più volte l’intenzione di arrivare sulla tangenziale, il corteo ha superato il cordone di polizia schierato in tenuta antisommossa nei pressi della sede Unipol e ha occupato la carreggiata fino all’uscita 5. Qui il servizio d’ordine dell’Usb ha impedito ai partecipanti di avanzare ulteriormente, mentre il gruppo principale ha lasciato la strada per dirigersi verso la tettoia Nervi, in piazza Lucio Dalla, nella zona della Bolognina.

Una parte dei manifestanti è rimasta invece sulla tangenziale, con il traffico ancora fermo. A Milano, l’ingresso dei cortei sulla tangenziale Est ha provocato la chiusura dell’arteria per diverse ore, tra le proteste per i disagi alla circolazione.

Torino, idranti in piazza Castello

Scontri e momenti di tensione anche a Torino, dove la polizia ha utilizzato gli idranti in piazza Castello per allontanare alcuni manifestanti durante il confronto con gli agenti. Il corteo dell’Usb ha poi raggiunto la rotonda all’imbocco della tangenziale, trovando l’accesso già chiuso e presidiato da un cordone formato da polizia e Guardia di Finanza.

Tra gli episodi della giornata anche il deposito di letame davanti alla sede del Comune, mentre la protesta è proseguita tra blocchi stradali e presidi delle forze dell’ordine.

Genova, diecimila manifestanti

A Genova migliaia di studenti e lavoratori portuali del Calp hanno raggiunto l’area del porto dopo i blocchi mattutini ai varchi di San Benigno e i cortei partiti da Principe e Sampierdarena. “Blocchiamo il porto perché non vogliamo che passino le armi destinate alle guerre”, hanno spiegato alcuni studenti, mentre la manifestazione attraversava un tratto della viabilità portuale vicino agli imbarchi dei traghetti e delle navi da crociera. Il corteo, con circa diecimila partecipanti, ha raggiunto il centro cittadino e si è concluso in piazza De Ferrari senza incidenti. “Oggi è solo l’inizio”, ha dichiarato Sara Capaldini di Slang Usb Genova, che ha parlato di una mobilitazione destinata a proseguire nei prossimi mesi.

Proteste anche nel porto di Napoli, mentre a Vicenza quattro agenti sono rimasti feriti nel corso della giornata.

L’Usb rivendica un milione e mezzo di persone nelle piazze

Per l’Unione sindacale di base, la mobilitazione ha rappresentato una risposta alle politiche economiche e all’aumento delle spese militari, nonostante la precettazione dei trasporti decisa dal ministro Matteo Salvini: “Oltre 60 piazze in tutta Italia, con almeno un milione di lavoratori e lavoratrici che hanno aderito allo sciopero generale”, ha dichiarato il sindacato, che ha rivendicato anche la partecipazione di un milione e mezzo di manifestanti. L’Usb ha richiamato inoltre la mobilitazione internazionale dei lavoratori portuali contro il traffico di armi, con iniziative da Genova a Melbourne, da Veracruz a Mumbai, dal Pireo a Istanbul. Nel settore sanitario, nonostante lo sciopero, sono rimaste garantite le prestazioni essenziali e le urgenze di pronto soccorso.

Le reazioni politiche

Gli incidenti hanno acceso lo scontro politico. Il Presidente della Commissione Esteri e Difesa del Senato Maurizio Gasparri ha condannato le violenze contro le forze dell’ordine e accusato alcuni settori della Sinistra di non prendere sufficientemente le distanze dai gruppi responsabili dei disordini. Critiche anche dal Sottosegretario Alessandro Morelli e dall’Europarlamentare della Lega Silvia Sardone per il blocco della tangenziale di Milano, mentre il Presidente dei senatori di Fratelli d’Italia Lucio Malan ha contestato la presenza del deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Marco Grimaldi durante le tensioni a Torino. Dall’opposizione Nicola Fratoianni ha rivendicato le ragioni della protesta contro il costo della vita e la perdita di potere d’acquisto, mentre Pierfrancesco Majorino, del Partito democratico, ha chiesto risposte su salari, diritto alla casa, scuola e sanità. La Capogruppo di Avs Luana Zanella ha annunciato un’interrogazione al Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi dopo le manganellate denunciate durante la manifestazione studentesca di Mestre.

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