La manovra punta a rafforzare la politica industriale attraverso il Nuovo Piano Transizione 5.0, gli incentivi al software, al cloud e all’intelligenza artificiale nei processi produttivi delle piccole e medie imprese. Lo afferma il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, in un’intervista al “Giornale”, nella quale affronta anche i temi della riforma degli incentivi, del futuro dell’Ilva e della produzione delle raffinerie italiane: “Con la manovra rafforziamo la politica industriale che abbiamo dispiegato in questi anni con l’obiettivo di rendere strutturale il Nuovo Piano Transizione 5.0, incentivare il software anche attraverso il cloud e l’adozione dell’AI nei processi produttivi delle Pmi”.
Tra gli obiettivi del ministero figurano anche il completamento della riforma degli incentivi, attraverso la razionalizzazione e l’accorpamento delle misure gestite dal dicastero, e l’istituzione del Business Wallet, il portafoglio digitale delle imprese: “È anche nostra intenzione completare la riforma degli incentivi con la razionalizzazione e l’accorpamento di quelli gestiti dal nostro dicastero, istituire il Business Wallet, cioè il portafoglio digitale delle imprese, dare attuazione alla delega per la riforma quadro dell’artigianato e nel contempo, come chiede Confindustria, sostenere il processo di crescita dimensionale anche attraverso incentivi alla aggregazione”, spiega il Ministro.
Siderurgia
Urso lega il futuro dell’Ilva alla pronuncia della Cassazione, dalla quale dipende anche l’ipotesi di una cordata italiana: “Il futuro dell’Ilva dipende dalla decisione della Cassazione, quindi anche l’ipotesi della cordata italiana. Per il momento è ancora esecutivo il decreto della Corte di appello che ha imposto la chiusura dell’area a caldo, e conseguentemente la sospensione della produzione di acciaio”. Per quanto riguarda le raffinerie il Ministro indica una previsione di crescita della produzione di carburante per l’aviazione: “Stimiamo di ottenere un aumento del 30% della produzione di jet fuel, che è il carburante di cui siamo ancora deficitari. Per benzina e gasolio siamo già esportatori netti”.
Urso richiama inoltre la possibilità di incrementare ulteriormente la produzione attraverso modifiche alla normativa europea: “Potremmo fare di più se la Commissione acconsentisse ad alcune modifiche della normativa in atto. È stata una follia sollecitare la chiusura delle raffinerie in Europa”.
Raffinazione
Il Ministro rivendica infine gli interventi realizzati per il settore della raffinazione: “Noi non li abbiamo seguiti, in questi anni abbiamo prima salvato l’Isab di Priolo e poi tutelato con il Golden power quelle di IP e di Saras. Nel contempo abbiamo accelerato nelle bioraffinerie, tra poco sarà aperto anche il cantiere di Eni Versalis a Priolo”, conclude Urso.





