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Scontri ai cortei, da Roma a Torino città sotto tensione. Il Viminale: “Nessuna zona franca”

Lanci di pietre e bottiglie contro gli agenti, cariche e idranti in diverse città. Nella Capitale manifestanti nel Parco del Colosseo, individuato a Milano il presunto ideatore del ‘Movimento 17 ottobre’
domenica, 25 Ottobre 2026
4 minuti di lettura

Tutto sommato, tutto previsto tra città blindate, cortei non autorizzati e scontri con le forze dell’ordine. Da Roma a Bologna, da Torino a Firenze, la giornata di ieri è stata segnata da cariche, lanci di petardi e bottiglie, interventi degli idranti e strade chiuse al traffico, mentre a Milano un corteo antifascista ha attraversato il centro tra blocchi e slogan contro il Governo. Nella Capitale alcuni manifestanti hanno fatto irruzione nel Parco archeologico del Colosseo, senza provocare danni o feriti. Sul fronte investigativo, intanto, la polizia ha individuato a Milano il presunto ideatore del ‘Movimento 17 ottobre’, un trentenne indagato per istigazione a delinquere aggravata dalla finalità di terrorismo e dall’uso del mezzo informatico. Il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha rivendicato l’operazione: “Non saranno possibili zone franche”.

Roma, idranti e petardi nel centro

A Roma la tensione è esplosa tra piazza della Repubblica, via Vittorio Emanuele Orlando e largo di Santa Susanna, non lontano dalla stazione Termini, dove i partecipanti a un corteo non autorizzato hanno affrontato gli schieramenti della polizia con lanci di bottiglie, petardi e altri oggetti. Gli agenti hanno utilizzato più volte gli idranti per disperdere la folla, mentre alcuni manifestanti hanno divelto cartelli stradali. A richiamare l’attenzione del Governo è stata soprattutto l’irruzione temporanea di alcuni partecipanti nel Parco archeologico del Colosseo. Il Ministro della Cultura Alessandro Giuli ha seguito la vicenda in contatto diretto con il Viminale, mentre una nota del dicastero ha escluso danni e feriti, grazie all’intervento delle forze di sicurezza e del personale del Parco. Il bilancio delle operazioni nella Capitale conta 96 persone accompagnate in questura e oltre 200 identificate.

Bologna, scontri e feriti. A Torino bruciata una foto di Meloni

A Bologna circa mille persone hanno partecipato a una manifestazione non autorizzata partita da piazza del Nettuno, presto sfociata in scontri con poliziotti e carabinieri, bersagliati da pietre, bottiglie e petardi. La polizia ha effettuato diverse cariche e impiegato un idrante per respingere i gruppi verso via Marconi. Durante i disordini sono stati segnalati alcuni manifestanti feriti, con l’arrivo delle ambulanze per prestare soccorso. Non meno tesa la situazione a Torino, dove migliaia di persone si sono radunate in piazza Castello per il presidio non autorizzato promosso dai centri sociali. I tentativi di oltrepassare il cordone di sicurezza hanno provocato tre cariche delle forze dell’ordine, mentre nel corso della protesta una fotografia del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni è stata data alle fiamme, tra slogan e insulti rivolti alla premier.

Firenze, scontri in via Tornabuoni

A Firenze gli scontri si sono concentrati tra ponte Santa Trinita e via Tornabuoni, dove un gruppo di estrema Destra aveva intonato slogan a favore della remigrazione. Alla sua vista, alcuni partecipanti al corteo partito da piazza Santa Maria Novella hanno cercato di raggiungerlo, con lanci di uova e altri oggetti, fumogeni e petardi. La polizia ha impedito il contatto tra le due parti attraverso un cordone in assetto antisommossa, rafforzato dall’arrivo di agenti e mezzi blindati. Gli esponenti di estrema destra sono stati allontanati, ma i manifestanti hanno tentato più volte di forzare lo schieramento, tanto da provocare diverse cariche di alleggerimento. Il tratto di via Tornabuoni compreso tra piazza e ponte Santa Trinita, dove si affacciano numerose boutique del lusso, è rimasto bloccato, con cittadini e curiosi fermi ai margini dell’area presidiata.

Milano, corteo antifascista e indagini sul ‘Movimento 17 ottobre’

A Milano il corteo antifascista partito da piazza Castello ha incontrato più volte gli sbarramenti delle forze dell’ordine, prima in via Lanza e poi in via Tivoli, prima di proseguire lungo via Foro Bonaparte sulle note di ‘Bella ciao’. Tra i cori, ‘Lasciateci passare’ e ‘Siamo tutti antifascisti’, oltre a slogan contro la polizia e il Governo. La manifestazione ha poi puntato verso piazza Leonardo da Vinci, sede di un presidio pro-Palestina. Sempre nel capoluogo lombardo la polizia ha individuato Youssef Siher, 30 anni, giornalista freelance e ricercatore ritenuto il presunto ideatore del ‘Movimento 17 ottobre’, riconducibile a contenuti social legati alle proteste e agli scontri del precedente fine settimana. Il trentenne è stato perquisito e interrogato negli uffici di polizia nell’ambito di un’indagine per istigazione a delinquere aggravata dalla finalità di terrorismo e dall’impiego del mezzo informatico.

Italiano di seconda generazione, laureato in Comunicazione e con un master in Scienze politiche all’Università degli Studi di Milano, Siher ha collaborato con testate nazionali, tra cui Il Fatto Quotidiano, e svolge attività di ricerca presso l’Osservatorio sul Medio Oriente e Nord Africa dell’Ispi, con studi sull’Islam politico e sui movimenti islamici. Secondo il Viminale, il profilo Instagram attribuito al movimento sarebbe stato utilizzato per organizzare azioni violente nelle principali città italiane.

“La risposta dello Stato sarà immediata”

L’individuazione del trentenne è stata annunciata dal Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi attraverso un post su X, nel quale ha espresso apprezzamento per il lavoro degli investigatori: “Non saranno possibili zone franche e la risposta dello Stato sarà immediata contro chiunque pensa di poter organizzare aggressioni e rivolte credendo di riuscire a nascondersi dietro un passamontagna o l’anonimato dei social”. Sulla vicenda è intervenuto anche il Ministro della Difesa Guido Crosetto, che ha rivolto i complimenti al collega e alla Polizia di Stato, soffermandosi sul profilo professionale dell’indagato: “Non un emarginato ma una persona molto introdotta e che aveva avuto molte più occasioni di lavoro e collaborazioni di gran parte dei suoi coetanei”. Poi il riferimento agli ambienti frequentati: “Ha frequentato il gotha dell’intellighenzia italiana. E si sono visti i risultati”.

Bergamo, 471 controlli

Controlli straordinari anche a Bergamo, dove un dispositivo interforze ha portato alla verifica di 471 persone, 29 delle quali accompagnate negli uffici di polizia per ulteriori accertamenti. Sequestrati un cacciavite, un martelletto, maschere e passamontagna. Secondo la Polizia di Stato, alcune delle persone controllate avrebbero avuto intenzione di infiltrarsi in una manifestazione studentesca.

Sulle difficoltà nella gestione dei cortei è intervenuto Filippo Romano, Segretario generale dell’Associazione Italiana Prefetti, che a Tgcom24 ha sottolineato il ruolo dei social nelle mobilitazioni rapide e nei cambiamenti improvvisi dei luoghi di ritrovo, senza però dare per scontata l’esistenza di un’unica regia. Gruppi diversi, anche con motivazioni differenti, possono trovare nelle piattaforme digitali uno strumento di aggregazione immediata: “Garantire l’ordine pubblico significa tutelare il diritto di manifestare e, allo stesso tempo, proteggere quelli degli altri cittadini”, ha ricordato Romano che ha ribadito la fiducia nell’operato di questure, Digos e reparti mobili.

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