Piazze segrete fino all’ultimo minuto, tre cortei destinati a confluire in un unico punto e nessun percorso annunciato in anticipo. Il Movimento 17 Ottobre cambia le regole della mobilitazione di oggi e punta decisamente sull’effetto sorpresa proprio mentre le forze dell’ordine si preparano a fronteggiare il rischio di nuovi disordini dopo le violenze dello scorso fine settimana. La tensione resta alta in diverse città e il Viminale ha già risposto con una vasta operazione di polizia: perquisizioni in 18 città, circa cento persone identificate nell’ambito delle indagini, sequestri di armi e materiale potenzialmente pericoloso. Sullo sfondo, lo scontro politico per il nuovo decreto sicurezza approvato dal Governo.
Tre piazze a sorpresa
A dettare i tempi sarà un messaggio sui social. Alle 14.30 il movimento comunicherà contemporaneamente tre punti di ritrovo in ogni città, mentre alle 15.30 indicherà la destinazione finale verso la quale dovranno dirigersi i diversi concentramenti. Saltano dunque gli appuntamenti già annunciati, da piazza Duomo a Milano a piazza Nettuno a Bologna, che gli organizzatori considerano ormai troppo prevedibili e facilmente controllabili. “Non rinunciamo a scendere in strada: cambiamo il modo in cui lo facciamo”, si è letto sulla pagina Instagram del Movimento 17 Ottobre, che ha invitato i partecipanti a organizzarsi in gruppi e a raggiungere il punto più vicino. L’obiettivo dichiarato è evitare che le forze dell’ordine possano predisporre in anticipo cordoni attorno alle piazze. “Nessun luogo anticipato, nessuna soffiata, nessun cordone già pronto”, è stato il messaggio degli organizzatori, che hanno descritto il piano come “tre fiumi che confluiscono in uno”.
Lo scontro sul decreto sicurezza
La scelta arriva dopo il decreto legge approvato martedì 20 ottobre dal Consiglio dei ministri che introduce un nuovo reato di violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche, con pene fino a cinque anni di carcere, estende il fermo preventivo e prevede 500 militari in più a Milano. Per il Movimento 17 Ottobre è “un pugno autoritario contro chi dissente”, una risposta che gli organizzatori interpretano come il tentativo di soffocare le proteste attraverso una presenza più massiccia delle forze di sicurezza. Da qui la decisione di cancellare i precedenti luoghi di ritrovo e affidarsi a convocazioni diffuse soltanto mezz’ora prima. Il timore delle autorità è invece che la mobilitazione possa offrire nuove occasioni di violenza, dopo gli scontri con la polizia, i saccheggi e i danneggiamenti che hanno segnato le manifestazioni del 17 e 18 ottobre.
Perquisizioni in 18 città
La risposta investigativa ha già interessato buona parte del Paese. Polizia di Stato e Digos hanno eseguito perquisizioni personali e domiciliari nei confronti di circa cento persone identificate per i disordini dei giorni scorsi, 51 delle quali minorenni. Gli accertamenti hanno toccato 18 città, tra cui Milano non figura, ma sono comprese Bologna, Firenze, Genova, Napoli, Padova, Verona, Bari, Bergamo e numerosi altri centri. Pesante il bilancio dei sequestri: telefoni, computer, munizioni da guerra, coltelli, manganelli telescopici, tirapugni, mazze, una balestra e taniche contenenti benzina. Gli investigatori hanno trovato anche passamontagna, altri indumenti utilizzabili per coprire il volto e capi rubati nei negozi durante le manifestazioni.
Le ipotesi di reato spaziano dalla resistenza a pubblico ufficiale alle lesioni, fino al danneggiamento e alla detenzione di oggetti atti a offendere. A Torino il questore ha inoltre disposto nove divieti di accesso alle aree urbane e tre avvisi orali, in gran parte nei confronti di minori. Le indagini proseguono per identificare altri possibili responsabili.
Sala: “Milano non sarà militarizzata”
A Milano resta forte la preoccupazione dei commercianti, alcuni dei quali hanno già annunciato la possibile chiusura dei negozi durante le proteste. Il Sindaco Giuseppe Sala ha provato a scongiurare una città paralizzata dalla paura e li invita a tenere aperto: “Se si diffonde il panico poi non succede più nulla, cercherò di andare a fare acquisti in un negozio anch’io”. Il primo cittadino ha escluso una militarizzazione, ma ha confermato che i soldati saranno presenti in piccoli gruppi nelle zone considerate più esposte, dalle vie dello shopping alle università, citate nelle conversazioni social monitorate dalle autorità.
Più severo il Presidente della Lombardia Attilio Fontana secondo il quale quanto accaduto sabato scorso “è una cosa assolutamente incredibile che non deve ripetersi”. Al centro delle sue preoccupazioni ci sono la sicurezza dei cittadini e il diritto dei commercianti a lavorare senza subire danni.
Roma e Firenze, controlli rafforzati nelle strade
Nella Capitale la questura ha messo a punto un piano che coinvolge centro storico, stazioni ferroviarie, accessi alla città e rete metropolitana. Il dispositivo prevede pattuglie sul territorio, controlli della Polizia ferroviaria, carabinieri e sorveglianza aerea con droni ed elicotteri. Il Centro per la sicurezza cibernetica segue intanto le convocazioni sui social e le possibili iniziative di contromobilitazione, anche negli ambienti sportivi. A Firenze l’Assessore alla sicurezza Andrea Giorgio ha annunciato un coordinamento stretto con questura, Digos e prefettura: “Non vogliamo che questo accada a Firenze”, ha dichiarato a Controradio, con un riferimento alle devastazioni viste altrove. L’Assessore ha distinto le proteste pacifiche degli studenti dalle azioni violente che hanno colpite negozi e centri storici, mentre conferma presidi consistenti nelle strade e nelle piazze.





