Nuova notte di bombardamenti sull’Ucraina, colpita da un massiccio attacco russo condotto in più ondate con missili balistici e droni. A denunciare l’offensiva è stato il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che attraverso i social ha riferito di un’operazione mirata soprattutto contro Kiev e la regione circostante. Secondo quanto comunicato dal leader ucraino, le forze russe hanno impiegato complessivamente 16 missili balistici e oltre 200 droni di diverse tipologie, prendendo di mira in particolare le infrastrutture energetiche del Paese.
Zelensky ha inoltre sottolineato come l’attacco sia avvenuto, ancora una volta, senza alcun preavviso da parte dei partner internazionali dell’Ucraina.
Colpite anche strutture civili
L’offensiva non ha interessato soltanto gli impianti energetici. Secondo il presidente ucraino, i bombardamenti hanno provocato danni anche a una clinica, una scuola, una stazione della metropolitana e diversi edifici residenziali. L’impiego dei droni ha interessato un’ampia porzione del territorio ucraino, dalle regioni di Kharkiv e Dnipro fino a quelle di Volinia, Rivne e Odessa.
Tra i mezzi utilizzati dalla Russia Zelensky ha segnalato anche droni Shahed a propulsione a reazione. Il presidente ha confermato la presenza di vittime, senza tuttavia fornire nel messaggio un bilancio preciso dei morti e dei feriti.
Emergenza energetica
Particolarmente pesanti le conseguenze degli attacchi sulla rete energetica ucraina. Stando alle informazioni diffuse da Zelensky, durante la notte e nelle prime ore del mattino le forze russe hanno colpito numerosi impianti destinati alla produzione e alla distribuzione dell’energia. Più di dieci infrastrutture energetiche sono state danneggiate, mentre almeno 550mila famiglie sono rimaste senza elettricità.
Un bilancio che evidenzia la portata dell’offensiva contro il sistema energetico del Paese, ancora una volta al centro delle operazioni militari russe.
Zelensky critica i partner
Nel suo intervento il Presidente ucraino ha rivolto critiche anche ai partner internazionali, denunciando le conseguenze delle decisioni che, a suo giudizio, rischiano di indebolire la capacità difensiva dell’Ucraina. In particolare, Zelensky ha contestato il blocco delle forniture di missili destinati alla difesa aerea ucraina e l’allentamento o il rinvio delle sanzioni nei confronti della Russia.
Secondo il Presidente simili decisioni rappresentano una forma di negazione della realtà, perché non tengono conto della prosecuzione degli attacchi russi e della necessità di rafforzare la protezione del territorio ucraino.
“Putin non vuole la de-escalation”
Zelensky ha infine ribadito la disponibilità di Kiev a sostenere iniziative diplomatiche finalizzate alla conclusione del conflitto, sottolineando come l’Ucraina abbia accolto favorevolmente ogni proposta dei partner volta a raggiungere una pace dignitosa. Il Presidente ha ricordato che, secondo la posizione ucraina, ogni proposta di cessate il fuoco ha ricevuto una risposta positiva da parte di Kiev.
Di segno opposto, a suo giudizio, sarebbe invece l’atteggiamento del Cremlino. Zelensky ha accusato Vladimir Putin di non volere né la fine della guerra né passi concreti verso una riduzione delle ostilità: “La guerra è ancora in corso e continua solo a causa degli attacchi russi e della volontà della Russia di prolungarla”.





