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Leone XIV all’Angelus: “La malattia mi ha avvicinato a chi soffre”

Il ritorno in piazza San Pietro dopo l’intervento al polmone. Attesa per gli esami istologici e per la conferma del viaggio in Sud America: “Riprenderò gradualmente le mie attività”
lunedì, 19 Ottobre 2026
2 minuti di lettura

“Riprenderò gradualmente le mie attività, sempre con l’aiuto di Dio e delle vostre preghiere”. È mezzogiorno in punto quando Leone XIV è tornato ad affacciarsi dalla finestra del Palazzo Apostolico, accolto dall’applauso della folla che ha gremito ieri piazza San Pietro, appena un giorno dopo le dimissioni dal Policlinico Agostino Gemelli, dove è stato sottoposto a un intervento chirurgico per l’asportazione di un nodulo dal polmone destro. Sorridente, in buona forma fisica, il Pontefice ha recitato l’Angelus e soltanto alla fine, quasi con discrezione, ha accennato ai giorni del ricovero, non tanto per parlare di sé quanto per esprimere gratitudine a chi gli è stato vicino e a quanti si sono presi cura di lui: “Desidero ringraziare tutti coloro che in questi giorni hanno pregato per me. Ho sentito davvero il vostro sostegno, grazie”, ha detto ai fedeli, prima di rivolgere un ringraziamento particolare “ai medici, agli infermieri e a tutto il personale del Policlinico Gemelli”. Poi una riflessione che ha restituito il significato umano di questa esperienza: “Questa esperienza mi ha fatto provare in modo particolare la vicinanza a quanti attraversano la malattia e una condizione di infermità”. Poche parole, alle quali è seguita la conferma di una ripresa graduale degli impegni, dopo quella che lo stesso Leone XIV definisce una “fase delicata”.

L’Angelus

Nella riflessione che ha preceduto la preghiera mariana il Papa si è soffermato sul passo del Vangelo di Matteo che riporta la risposta di Gesù ai farisei sulla questione del tributo all’imperatore: “Date a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio”. Un insegnamento che Prevost ha ricondotto al rapporto tra fede e responsabilità umane, ricordando che il Regno di Dio non cancella le cariche e i compiti degli uomini, ma chiede di esercitarli senza compromessi, liberi da ambizioni e interessi ingiusti: “In Gesù contempliamo un Dio che non teme la storia e viene invece ad abitarla”, ha detto il Santo Padre che ha richiamato poi il valore della verità e della libertà da ogni ipocrisia: “Essere veritieri, senza soggezione e ipocrisia, liberi per il bene”. Prima dei saluti e dei ringraziamenti, ha ricordato anche la centesima Giornata Missionaria Mondiale, con una preghiera affinché la Chiesa rimanga fedele al mandato di annunciare il Vangelo.

L’attesa degli esami

Il ritorno in pubblico di Leone XIV è arrivato dopo il parere positivo espresso sabato, al momento delle dimissioni, dal Professor Stefano Margaritora, il chirurgo che lo ha operato al Gemelli. Restano ora da conoscere gli esiti degli esami istologici sul nodulo e sui linfonodi asportati, dai quali dipende anche la conferma del viaggio apostolico in Uruguay, Argentina e Perù, previsto dal 6 al 17 novembre, con un programma di tappe e appuntamenti che potrebbe comunque essere ridimensionato. Fra quanti hanno seguito l’Angelus c’erano anche i fedeli di Chiclayo, in Perù, dove Leone XIV è stato per anni vescovo missionario. Lì, nonostante le sette ore di differenza rispetto a Roma, la diretta dalla Piazza San Pietro è arrivata all’alba, seguita da una comunità che attende di poter riabbracciare il Pontefice nel viaggio previsto per novembre.

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