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Guido Crosetto, Ministro della difesa

Crosetto: l’Ucraina non potrà mai vincere, l’obiettivo è far finire la guerra

lunedì, 19 Ottobre 2026
2 minuti di lettura

Il ministro della Difesa alla Bbc: «Voglio che Kiev sopravviva e torni a essere un Paese libero». Washington ripristina la condivisione dell’intelligence con l’Ucraina, ma restano le tensioni su Starlink e sulle aperture di Trump a Mosca. Intanto, nuovi raid russi provocano almeno dieci morti in Ucraina, mentre droni ucraini colpiscono San Pietroburgo.

«L’Ucraina non potrà mai vincere la guerra». Guido Crosetto affida alla Bbc una valutazione netta sulle prospettive del conflitto. Per il ministro della Difesa italiano, l’obiettivo realistico non è la sconfitta militare della Russia, ma garantire la sopravvivenza dell’Ucraina e arrivare alla fine delle ostilità.

«Per l’Ucraina la vittoria è che la Russia smetta di tirare le bombe, che l’Ucraina sia nuovamente un Paese libero e libero di avere un futuro», ha dichiarato Crosetto, indicando nella pace, nella giustizia e nel diritto internazionale i criteri per valutare un eventuale esito positivo della guerra.

Washington riapre il canale dell’intelligence

Volodymyr Zelensky ha confermato che gli Stati Uniti hanno ripreso a condividere informazioni di intelligence con Kiev, dopo un’interruzione durata diversi giorni. Il ripristino riguarda anche le informazioni sui missili balistici russi in arrivo, essenziali per organizzare la difesa aerea.

In un’intervista alla Nbc, il presidente ucraino ha definito un «errore storico» un eventuale schieramento americano a fianco di Vladimir Putin. Zelensky ha inoltre riferito di aver parlato con gli inviati di Donald Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner, per discutere i contatti diplomatici e i prossimi passi negoziali.

Resta aperto il caso Starlink. Secondo Zelensky, le restrizioni alle comunicazioni satellitari impiegate dalle forze ucraine sarebbero state introdotte da SpaceX dopo un messaggio del governo americano. Il presidente ha ipotizzato un coinvolgimento sia di Trump sia di Elon Musk, senza presentare certezze sulle responsabilità. Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha respinto le accuse, definendole imprudenti e sostenendo che l’amministrazione americana abbia negato qualsiasi intervento.

Diesel russo, scontro tra alleati

Le tensioni riguardano anche l’intesa tra Washington e Mosca sulle esportazioni di diesel russo verso gli Stati Uniti. Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha definito l’accordo una questione bilaterale, escludendo qualsiasi ruolo decisionale di Kiev.

Bessent ha invece criticato gli europei, accusandoli di aver trasferito alla Russia più risorse attraverso gli acquisti energetici di quante ne abbiano destinate al sostegno ucraino. Secondo il segretario al Tesoro, nei primi sei mesi dell’anno 136 dei 140 carichi partiti dall’impianto russo di Gnl di Yamal sarebbero stati diretti in Europa, per un valore superiore agli otto miliardi di dollari.

Attacchi su entrambi i fronti

Secondo le autorità ucraine, i bombardamenti russi delle ultime 24 ore hanno provocato almeno dieci morti e 73 feriti in diverse regioni. Mosca avrebbe lanciato un missile balistico Iskander-M e 180 droni; le difese ucraine dichiarano di averne intercettati 152.

Nella notte, droni ucraini hanno colpito San Pietroburgo e la regione di Leningrado. Le autorità russe hanno segnalato un morto e diversi feriti, oltre a danni a infrastrutture industriali, a un centro dati e a una sottostazione elettrica. L’azienda ucraina Firepoint ha rivendicato l’impiego di droni FP-1 contro obiettivi nella città.

La tensione ha raggiunto anche il fianco orientale della Nato. Due Eurofighter italiani sono decollati dopo la segnalazione di un drone nello spazio aereo lituano. Kiev ha successivamente dichiarato che il velivolo sarebbe stato ucraino e deviato dalla guerra elettronica russa durante un’operazione contro obiettivi in Russia, scusandosi con Vilnius.

Mentre proseguono i combattimenti, la prospettiva di una soluzione resta legata non soltanto all’andamento militare, ma anche alla capacità di Washington e degli alleati europei di mantenere una linea comune nei confronti di Mosca.

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