L’inflazione statunitense ha accelerato il passo a settembre, alimentata soprattutto dall’impennata dei prezzi della benzina e riaccendendo i timori di un nuovo rialzo dei tassi d’interesse da parte della Federal Reserve. Il dato rappresenta una sfida sia per la banca centrale sia per il presidente Donald Trump, già alle prese con un calo di consenso a poche settimane dalle elezioni di medio termine del 3 novembre.
I dati sull’inflazione
Secondo il Dipartimento del Lavoro, l’indice dei prezzi al consumo è aumentato dello 0,6% su base mensile, dopo il +0,4% registrato ad agosto. Su base annua, l’inflazione è salita al 3,7%, dal 3,4% del mese precedente. A pesare in modo determinante è stato il rincaro del carburante: i prezzi della benzina sono balzati del 9,1% in un solo mese, contribuendo a oltre metà dell’aumento complessivo dell’indice. Dietro la crescita dei costi energetici vi sono le tensioni geopolitiche in Medio Oriente, che hanno spinto verso l’alto petrolio e derivati. Gli economisti temono che l’aumento delle spese di trasporto possa presto riflettersi anche sui prezzi di altri beni di consumo.
Focus sull’inflazione core
Particolare attenzione è stata riservata all’inflazione “core”, che esclude energia e alimentari e viene considerata un indicatore più affidabile delle pressioni di fondo. A settembre è aumentata dello 0,3%, oltre le attese degli analisti che prevedevano un +0,2%. Tra le principali voci in crescita figurano gli affitti, i servizi ricreativi, l’istruzione, i biglietti aerei e le automobili usate.
Reazioni dei mercati e politica
I mercati finanziari hanno reagito rapidamente ai nuovi dati. Le probabilità di un rialzo dei tassi nella riunione della Federal Reserve di fine ottobre sono più che raddoppiate rispetto ai livelli precedenti alla pubblicazione del rapporto. Fino a pochi giorni fa molti osservatori ritenevano più probabile una stretta monetaria a dicembre. L’aumento del costo della vita continua inoltre a pesare sull’umore degli americani. Diversi sondaggi segnalano un peggioramento della fiducia dei consumatori e una crescente preoccupazione per prezzi che crescono più velocemente dei salari. Un contesto che rischia di trasformare l’inflazione in uno dei temi centrali della campagna elettorale, con possibili ripercussioni sia sull’economia sia sugli equilibri politici del Paese.





