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Scuola, proteste degli studenti in tutta Italia: cortei a Roma, Milano, Torino e Firenze. Scontri con la polizia e città bloccate

venerdì, 16 Ottobre 2026
4 minuti di lettura

Le proteste degli studenti hanno interessato questa mattina diverse città italiane, con migliaia di giovani scesi in piazza a Roma, Milano, Torino e Firenze (ma non solo) per contestare le politiche del Governo Meloni in materia di scuola e inclusione, i costi degli affitti e le politiche di riarmo. I cortei hanno attraversato i centri cittadini, provocando disagi alla viabilità e al trasporto pubblico. Non sono mancati momenti di tensione, in particolare nella Capitale e a Torino, dove si sono verificati scontri con le forze dell’ordine. Le manifestazioni hanno assunto forme diverse nelle quattro città: a Milano il corteo si è svolto senza incidenti, mentre a Firenze circa duemila persone hanno manifestato contro i tagli alla scuola e il provvedimento sul tetto agli studenti stranieri nelle classi. A Roma sono stati segnalati lanci di bottiglie e bombe carta contro le forze dell’ordine, mentre a Torino la polizia ha utilizzato lacrimogeni e idranti per allontanare alcuni manifestanti davanti alla Prefettura.

Roma, migliaia di studenti in corteo

Nella Capitale la mobilitazione è partita spontaneamente da diversi istituti scolastici, con concentramenti confluiti nell’area del Colosseo. Da qui migliaia di studenti, arrivati anche da altre province, hanno raggiunto in corteo la sede del ministero dell’Istruzione e del Merito, in viale Trastevere. Secondo quanto riferito dalle forze dell’ordine, la manifestazione è stata costantemente monitorata con un approccio definito “low profile”, per garantire ai partecipanti la possibilità di esprimere il proprio dissenso in condizioni di sicurezza. Durante il corteo, comunque, un gruppo ristretto di persone con il volto coperto ha effettuato lanci di bottiglie e bombe carta, utilizzando anche il contenuto di estintori contro il dispositivo di sicurezza.

Gli episodi sono stati documentati dalla Polizia Scientifica e il materiale raccolto sarà esaminato dalla Digos per individuare eventuali responsabilità.

In tarda mattinata il corteo è stato autorizzato a proseguire verso la Città dell’Altra Economia, dove la manifestazione si è conclusa dopo un momento di confronto tra i partecipanti rimasti.

Torino, lacrimogeni e idranti davanti alla Prefettura

A Torino la giornata di protesta, denominata “No Meloni Day”, è iniziata con due cortei partiti da piazza XVIII Dicembre e dall’ingresso dell’ateneo di Palazzo Nuovo. Alla manifestazione hanno partecipato circa duemila persone, tra cui rappresentanti di Fridays for Future ed Extinction Rebellion. Tra gli slogan esposti quello che recitava “Soldi alla scuola, non alla guerra”. Nei giorni precedenti le proteste studentesche avevano portato all’occupazione di una ventina di istituti, dove erano stati segnalati anche atti vandalici. Il Prefetto Donato Cafagna aveva disposto il divieto di indossare caschi e maschere in grado di coprire il volto.

Nel corso della mattinata si sono verificati momenti di tensione nei pressi dell’Ufficio scolastico regionale, con lanci di uova verso la polizia, e davanti alle sedi del grattacielo Intesa Sanpaolo e della Città Metropolitana.

Gli episodi più rilevanti si sono registrati nella fase conclusiva della manifestazione, quando i diversi spezzoni del corteo si sono riuniti in piazza Castello, davanti alla Prefettura. Un gruppo di manifestanti si è avvicinato al cordone delle forze dell’ordine, che hanno effettuato una carica di alleggerimento, utilizzando lacrimogeni e idranti per allontanare i ragazzi.

Milano, corteo “Nessuno è straniero” e disagi al traffico

A Milano alcune migliaia di studenti hanno partecipato alla manifestazione “Nessuno è straniero”, promossa da diverse organizzazioni studentesche delle scuole superiori e delle università.

Il corteo è partito da largo Cairoli, ha attraversato piazza della Scala e si è diretto verso Porta Romana, senza che venissero segnalati momenti di tensione. Al centro della mobilitazione la contestazione delle riforme scolastiche e delle politiche di inclusione del Governo Meloni, la denuncia del caro affitti per gli studenti universitari e l’opposizione alle politiche di riarmo.

La manifestazione ha provocato ingorghi nel centro cittadino e ripercussioni sul trasporto pubblico. Secondo quanto riferito dal Deputato di Fratelli d’Italia Riccardo De Corato, 16 linee Atm tra autobus e tram hanno subito deviazioni o limitazioni. De Corato ha inoltre denunciato l’occupazione dell’ex obitorio di via Dario Fo, accanto all’Università Statale, da parte di alcuni studenti.

Firenze, duemila studenti contro i tagli alla scuola

Anche a Firenze circa duemila persone hanno preso parte alla manifestazione studentesca contro i tagli alla scuola e il provvedimento del Ministro Giuseppe Valditara sul tetto agli studenti stranieri nelle classi. Il corteo, partito da piazza San Marco, ha attraversato alcune strade del centro storico. I manifestanti hanno esposto striscioni con le scritte “Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente” e “Qui nessuno è straniero”. Durante la manifestazione sono stati scanditi cori contro il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il Ministro Valditara, tra cui “Valditara a testa in giù”. Sono state inoltre sventolate bandiere palestinesi. Al corteo era presente anche una rappresentanza dei lavoratori dell’ex Gkn. Un ristretto gruppo di manifestanti ha tentato di avvicinarsi al consolato francese, ma ha trovato via Borgognissanti e lungarno Vespucci chiusi dalle forze dell’ordine. La manifestazione si è conclusa poco prima delle 14 in piazza del Carmine, dove alcuni rappresentanti degli studenti hanno ribadito le ragioni della protesta.

“Isolate i violenti”

Durante la mattinata il Sindaco di Torino Stefano Lo Russo era intervenuto sui social per invitare gli studenti a prendere le distanze da chi ricorre alla violenza: “Tanti di voi stanno protestando chiedendo attenzione e ascolto. È un vostro diritto e le vostre ragioni meritano di essere ascoltate”, ha scritto su Instagram. Il primo cittadino ha però condannato gli episodi di vandalismo verificatisi negli istituti scolastici, chiedendo ai manifestanti di isolare i responsabili: “La scuola è vostra, la protesta è vostra, le idee sono vostre, difendetele da chi cerca di trasformarle in violenza”, ha affermato Lo Russo.

“Aggressione alle istituzioni e teppismo politico”

Dura la reazione del Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, che ha condannato gli episodi verificatisi durante la manifestazione davanti al ministero: “Questa non è espressione democratica del dissenso, né difesa della scuola, ma aggressione alle istituzioni e teppismo politico”. Secondo il ministero, durante la protesta a Roma sarebbero stati rivolti insulti e minacce al Premier e allo stesso Valditara. Il dicastero ha inoltre denunciato lanci di petardi e bombe carta, danneggiamenti alla bandiera italiana, imbrattamenti di monumenti e aggressioni alle forze dell’ordine, con agenti feriti e intossicati.

“Chi lancia pietre contro la polizia è un criminale”

Sulle manifestazioni è intervenuto anche il Vicepremier Matteo Salvini, durante una conferenza stampa della Lega a Palazzo Pirelli, a Milano: “Abbiamo studenti che lanciano pietre e sassi contro la polizia, quelli non sono studenti, sono criminali e delinquenti, che è un’altra cosa”, ha dichiarato. Il Ministro dei Trasporti ha distinto tra le proteste che si sono svolte in maniera pacifica e quelle caratterizzate da episodi di violenza.

Redazione

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“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

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