Lo sviluppo tecnologico e il ricorso crescente all’Intelligenza Artificiale aprono nuove possibilità, ma pongono anche un rischio: «affidare agli algoritmi decisioni che appartengono alla coscienza umana». È il richiamo di Leone XIV nell’udienza generale di oggi in piazza San Pietro, dedicata alla Gaudium et spes e al tema della comunità umana. Il Pontefice ha collegato la riflessione del Concilio Vaticano II alle trasformazioni della società contemporanea. Tecnologia, mass media, social network e IA, ha osservato, possono abbattere barriere e distanze. Allo stesso tempo, però, le relazioni rischiano di diventare «sempre meno personali, più virtuali». Da qui l’avvertimento: ci si può abituare a «delegare agli algoritmi decisioni che spettano solo alla coscienza umana».
Per Prevost il punto resta la centralità della persona. Lo sviluppo della società e il perfezionamento dell’essere umano non possono procedere su strade separate. La persona, ha ricordato attraverso le parole della Gaudium et spes, deve essere «principio, soggetto e fine di tutte le istituzioni sociali».
Dignità umana
Il Papa ha quindi richiamato il valore di rapporti sociali con «spessore reale e profondità personale» e ha indicato nella dignità umana, nella giustizia sociale e nella partecipazione alla costruzione del bene comune i criteri con cui valutare anche i progetti sociali e politici del presente.





