Un monito contro l’estremismo politico arriva dal Michigan, dove Jake Altman, ex membro dei Democratic Socialists of America, ha denunciato una deriva radicale che, a suo dire, sta contaminando parte della sinistra statunitense.
In un’intervista a Fox News Digital, Altman ha accusato il movimento di aver aperto le porte, negli ultimi dieci anni, a fazioni marxiste e leniniste, trasformando un’organizzazione un tempo pluralista in un terreno fertile per infiltrazioni ideologiche. Secondo lui, la DSA sarebbe diventata “molto suscettibile a takeover estremisti”, con ricadute dirette sulla politica democratica.
Altman, che ha lavorato per diversi sindacati, sostiene che gruppi radicali abbiano cercato di usare i lavoratori come pedine per spingere il Partito Democratico verso posizioni sempre più estreme. La sua critica si intreccia con la campagna di Abdul El-Sayed, candidato progressista al Senato e figura di spicco della sinistra del Michigan. Altman lo definisce “disonesto” e “santificato”, accusandolo di presentarsi come superiore alle dinamiche politiche pur ricorrendo, a suo dire, agli stessi attacchi che denuncia.
Il dissenso tra i due affonda anche in esperienze personali: Altman racconta di aver lavorato con il padre di El-Sayed, Mohamed, docente universitario e leader sindacale. Durante la convention democratica di aprile, il candidato avrebbe chiesto ad Altman “perché tutto l’odio”, negando che la sua campagna fosse coinvolta in attacchi politici. Altman replica che El-Sayed non sarebbe “uno che gioca pulito”, ricordando commenti sprezzanti rivolti a un suo avversario nelle primarie.
La tensione cresce mentre la DSA affronta la propria trasformazione interna: nel 2025 l’organizzazione ha rimosso il divieto per i leninisti, scelta che Altman interpreta come un segnale inequivocabile della nuova direzione. Critiche sono rivolte anche alla co-presidente Megan Romer, descritta come simpatizzante del regime cubano e protagonista di un viaggio nell’isola con altri attivisti. Intanto El-Sayed tenta di consolidare il sostegno dei moderati democratici mentre sfida l’ex deputato repubblicano Mike Rogers in una corsa che potrebbe influenzare gli equilibri del Congresso nel 2026.





