La Cina e la Russia hanno completato la loro prima indagine congiunta sul ghiaccio marino nell’Oceano Artico, a bordo della rompighiaccio scientifica Xuelong 2, in un momento in cui la regione è sempre più al centro di tensioni geopolitiche e ambizioni economiche.
Due ricercatori dell’Istituto russo per le ricerche artiche e antartiche si sono uniti alla 16ª spedizione cinese nell’Artico, secondo quanto riportato dalla televisione statale CCTV. Per il capitano della squadra cinese di osservazione del ghiaccio, Lin Long, questa missione è stata più “pratica” rispetto alle precedenti spedizioni di Pechino.
L’equipaggio ha osservato visivamente le condizioni del ghiaccio lungo la rotta della nave, registrando dati sulla concentrazione, lo spessore e la tipologia del ghiaccio, sulla copertura nevosa, sui fattori atmosferici e persino sugli avvistamenti di grandi animali.
Il capo ingegnere russo Evgeniy Kozlovskiy ha dichiarato che la partecipazione alla missione ha permesso al team russo di apprendere dall’esperienza cinese: “Abbiamo potuto imparare dai metodi di osservazione del team cinese e trarre vantaggio dagli aspetti più utili delle loro procedure”, ha detto a CCTV.
Secondo il rapporto, queste osservazioni dirette potrebbero integrare i dati satellitari, migliorare la comprensione scientifica dei cambiamenti climatici e gettare le basi per una cooperazione internazionale più ampia. La regione artica, che si riscalda quattro volte più velocemente della media globale, sta diventando un punto nevralgico per nuove rotte commerciali, risorse energetiche e ricerca scientifica, attirando l’interesse crescente di potenze globali.
La Xuelong 2, una delle navi rompighiaccio più avanzate della Cina, è parte della strategia di Pechino per rafforzare la propria presenza nell’Artico, area che considera cruciale per il futuro del commercio e della sicurezza energetica. La collaborazione con la Russia, che possiede la più vasta costa artica del mondo, rappresenta un ulteriore passo verso un partenariato scientifico e strategico che si sta consolidando negli ultimi anni. La missione arriva mentre la competizione nell’Artico si intensifica: lo scioglimento dei ghiacci apre nuove opportunità economiche ma anche nuovi rischi, e la cooperazione sino-russa potrebbe influenzare gli equilibri regionali.





