La sparatoria avvenuta mercoledì pomeriggio in un complesso residenziale del centro di Minneapolis ha un nome: Calton Neal Johnson II, 35 anni, identificato dalle autorità come l’uomo che ha aperto il fuoco al nono piano dei Loring Towers, ferendo diverse persone prima di morire durante l’incidente. Secondo documenti giudiziari ottenuti dai FOX 9 Investigators, Johnson era sotto sfratto da settimane per una serie di comportamenti minacciosi, culminati in episodi in cui aveva mostrato una pistola a residenti e personale di sicurezza.
Il primo allarme risale a giugno, quando l’uomo avrebbe sollevato la maglietta per mostrare l’arma a un addetto alla sicurezza, dichiarando di aver acquistato una nuova pistola e che “avrebbe ucciso qualcuno”. Due giorni dopo, secondo le testimonianze, avrebbe nuovamente “flashato” l’arma sul marciapiede vicino al palazzo. Johnson viveva nel complesso dal marzo 2025, ma il suo comportamento era peggiorato negli ultimi mesi.
A marzo di quest’anno aveva aggredito un altro residente, mentre l’11 giugno aveva camminato per i corridoi con la pistola in vista, entrando nell’ufficio della direzione e mostrando l’arma ai dipendenti. Nonostante le accuse, l’uomo aveva negato tutto durante la procedura di sfratto.
Una udienza era fissata per l’11 settembre. Nel 2018 era stato accusato di aver aggredito un familiare, insinuando di avere una pistola e di “non aver paura di sparare in faccia alle persone”. In quell’occasione aveva ammesso solo la distruzione di proprietà, evitando l’accusa di aggressione. Scontò quattro giorni di carcere e ricevette la libertà vigilata. Il giudice, già allora, parlò chiaramente di problemi di rabbia.
La polizia, al momento, non ha indicato un movente per la sparatoria di mercoledì. Ma il quadro che emerge dai documenti è quello di un uomo con una lunga storia di comportamenti minacciosi, escalation di violenza e segnali ignorati.




