Non c’è stata alcuna rottura tra Europa e Stati Uniti. Il rapporto transatlantico resta centrale per la sicurezza occidentale e il confronto sulle crisi internazionali rientra nella normale dialettica tra alleati. Lo ha affermato il Vicepremier Antonio Tajani, intervistato da IlSussidiario nell’ambito del Meeting di Rimini. “Non c’è stato alcuno ‘strappo’ con gli Usa. Tra alleati è naturale avere confronti franchi sulle crisi internazionali”, ha spiegato il titolare della Farnesina.
Per Tajani, proprio l’attuale scenario internazionale rende necessario preservare la solidità dei rapporti tra le due sponde dell’Atlantico: “Le relazioni transatlantiche restano l’asse fondamentale della nostra sicurezza, a maggior ragione in una fase in cui i nostri avversari strategici confidano in una maggiore fragilità dell’Occidente”.
Il confronto nella Nato
Il Ministro degli Esteri ha richiamato anche il Vertice Nato di Ankara, che a suo giudizio ha confermato la tenuta dell’Alleanza. “Non siamo davanti a una frattura, ma nel pieno di una discussione necessaria su come rafforzare l’Alleanza nel futuro”, ha sottolineato. Secondo Tajani le divergenze che possono emergere non mettono quindi in discussione il legame strategico con Washington.
Il rapporto con gli Stati Uniti, ha ricordato, supera le singole amministrazioni e i Presidenti che si alternano alla Casa Bianca.
“Il nostro rapporto con gli Stati Uniti prescinde dai singoli Presidenti ed è così consolidato, basato su valori e interessi comuni talmente profondi da permetterci di gestire ogni momento di confronto in modo costruttivo”, ha affermato.
Semiconduttori e Intelligenza Artificiale
La cooperazione tra Italia e Stati Uniti punta anche a nuovi settori strategici. Tajani ha citato la dichiarazione sulla “Pax Silica”, firmata poche settimane fa con Washington e promossa con l’obiettivo di riunire i Paesi che condividono un approccio comune su due dossier: la sicurezza delle filiere dei semiconduttori avanzati e lo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale.
“Stiamo anzi esplorando nuovi campi di cooperazione”, ha spiegato il ministro. Per Tajani, proprio tecnologia e sicurezza delle catene produttive rappresentano alcuni dei terreni sui quali consolidare i rapporti bilaterali.
“Sono queste oggi le direttrici della partnership Italia-Usa: pragmatismo, maggiori scambi commerciali e una collaborazione che guarda dritta al futuro”, ha concluso.





