Il partito dell’ex primo ministro Imran Khan, il Pakistan Tehreek‑e‑Insaf (PTI), ha presentato una petizione per oltraggio contro il governo federale, accusandolo di aver violato un ordine della Corte Suprema sul trasferimento del leader incarcerato. Secondo il PTI, le autorità avrebbero ignorato la direttiva dei giudici che imponeva il trasferimento di Khan al Shifa International Hospital, una struttura privata di Islamabad, per una valutazione medica completa.
La Corte, martedì, aveva dato al governo due giorni per spostare Khan dall’Adiala Jail al centro privato, dopo settimane di preoccupazioni sulla sua salute. Ma venerdì, invece, gli agenti hanno portato l’ex premier al Pakistan Institute of Medical Sciences (PIMS), un ospedale statale, per un controllo rapido, senza permettergli di incontrare il suo medico personale. Per il PTI, si tratta di una violazione evidente dell’ordine giudiziario. “La petizione chiede azioni contro il primo ministro, il ministro della Giustizia, quello dell’Informazione e altri funzionari,” ha dichiarato Naeem Panjutha, consigliere legale del partito.
Il governo sostiene che l’esame al PIMS non abbia evidenziato problemi urgenti e che il trasferimento al Shifa rappresentasse un rischio per la sicurezza. Ma il PTI interpreta l’ordine della Corte come un obbligo a mantenere Khan sotto supervisione medica fino a metà settembre, e accusa le autorità di aver deliberatamente aggirato la decisione. Khan, popolarissimo nel Paese, è detenuto dall’agosto 2023 con accuse che definisce politicamente motivate, dopo la rottura con l’establishment militare che portò alla sua destituzione. Sua sorella, Uzma Khan, presente al PIMS, ha dichiarato che il fratello è “fisicamente in forma”, ma ha denunciato “torture ripetute in carcere”.





