0

Una guerra troppo lunga

domenica, 23 Agosto 2026
2 minuti di lettura

Quando il 24 febbraio 2022 Putin dette inizio alla Operazione Militare Speciale alcuni accademici esperti di relazioni internazionali ed alcuni noti giornalisti previdero una facile e rapida vittoria della Russia. Era una previsione plausibile, ma non sempre le cose stanno come sembrano. Citerò ad esempio questo accadimento: all’inizio del giugno 1940 le divisioni corazzate tedesche dilagavano in Francia e Mussolini pensò di partecipare ad una guerra già vinta. Grandi, che era stato il suo Ministro degli Esteri ed era stato mandato a fare l’ambasciatore a Londra per far posto al genero Galeazzo Ciano, gli disse-Duce non sia così sicuro, le cose non sono così semplici; Unione Sovietica e Stati Uniti non sono ancora entrati in guerra ma potrebbero farlo.

Trascorso un anno i nostri esperti dissero-avete visto? La Russia a vinto e noi lo avevamo previsto. Questa frase è stata ripetuta anche dopo il secondo, il terzo e il quarto anno di conflitto E qui si annidano due stranezze. Le guerre assai raramente finiscono in pareggio; di solito c’è un vincitore ed uno sconfitto e quando questo accade il conflitto termina. Come mai se la Russia dopo un anno aveva vinto dopo quattro anni si continua a combattere? E come mai la dichiarazione di vittoria la fanno i commentatori e non il vincitore?

Come stanno effettivamente le cose sul campo

Per capire come stanno le cose ci dobbiamo riferire alla celebre frase del Generale Carl Von Clausewitz Krieg isteine blobe Fortsetzung der Politik mit auderen Mittein. La guerra non è che la continuazione della politica con altri mezzi. Vediamo innanzi tutto la situazione sul campo.

Nella Seconda Guerra Mondiale l’Armata Rossa coprì la distanza di 1952 Km (Mosca-Berlino) in 3 anni, 10 mesi e 17 giorni. Nell’attuale conflitto l’Esercito Russo per conquistare il 19,4% del territorio ucraino ha impiegato 4 anni e 5 mesi e vediamo con che costi umani e di materiali La Russia non da informazioni. Il Center for Strategic ed Internationas Studies fornisce questi dati: perdite in uomini, 1,2 milioni tra morti, feriti e dispersi. I caduti sono 350.000 3 le perdite mensili 30.000uomini. Mediazona sulla base di necrologi, annunci ufficiali e registri dei cimiteri riferisce 106.000 morti stimati come il 45% delle perdite effettive. Dei 10.000 soldati Nord Coreani ne sono morti 6.000

Per quanto riguarda i mezzi Oryx sulla base di documenti fotografici e video dà questi dati: 4.400 carri armati (nuovi modelli T90 M-T80 e vecchi modelli T 62 -T54 tirati fuori dai depositi) 14.000 veicoli corazzati da combattimento, decine di aerei e navi .Non sono computati i costi per sostenere le azioni belliche e il valore dei danni subiti sul territorio russo causati da attacchi ucraini

Quali erano i veri obiettivi politici

Nel luglio 2021venne pubblicato sulla stampa russa un saggio di Putin dove si affermava la unità storica tra Russi e Ucraini che devono essere considerati come un solo popolo. Le dichiarazioni ufficiali dei principali politici russi ponevano questi obiettivi: smilitarizzazione, denazificazione, neutralità e cambio di regime. Nell’aprile del 2022 sul Ria Novosti, Timofei Sergejecev scriveva che l’Ucraina doveva diventare una repubblica controllata da Mosca. Dimitrij Medvedev sulla emittente televisiva Ta8 affermava che l’Ucraina terra storicamente russa è uno stato artificiale che deve tornare alla Russia.

Se l’obiettivo politico fosse stato quello della sola annessione delle provincie orientali, non completamente occupate, e del non ingresso della Ucraina nella Nato, considerati i costi pagati, tra cui l’ingresso nella Nato di Svezia e Finlandia si tratterebbe di una clamorosa sconfitta. Ma questo ridimensionamento è stato causato dalla valorosa resistenza degli Ucraini, ed affermare che questo era l’obiettivo perseguito è replicare la storiella della volpe e l’uva

Come se ne esce?

Bisogna lasciar stare gli immutabili principi del diritto internazionale. La Russia si terrà solo il territorio occupato, l’Ucraina si sceglierà in autonomia il governo che desidera, entrerà nella Unione Europea ma non nella NATO, verrà stabilito un patto reciproco di non aggressione garantito per l’Ucraina dalla Francia, dal Regno Unito e sperabilmente anche dagli USA

Achille Lucio Gaspari

Achille Lucio Gaspari

Professore ordinario Università Tor Vergata di Roma

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo modulo raccoglie il tuo nome, la tua email e il tuo messaggio in modo da permetterci di tenere traccia dei commenti sul nostro sito. Per inviare il tuo commento, accetta il trattamento dei dati personali mettendo una spunta nel apposito checkbox sotto:

Potrebbero interessarti

Fonti rinnovabili: in due anni investimenti su del 24%

L’IEA, l’Agenzia internazionale intergovernativa dell’energia fondata nel 1974 dall’OCSE in…

“Ukraina – Stranieri amori alle soglie della guerra” di Gabriele Lanci

“Ukraina – Stranieri amori alle soglie della guerra”, edito dall’associazione…