La questione salariale torna al centro del confronto nella scuola, con il personale Ata in fondo alla graduatoria delle retribuzioni rispetto agli altri comparti della Pubblica amministrazione. A sollevare il caso è l’Anief, che chiede maggiore attenzione per questi lavoratori, a partire dalla tutela degli stipendi fino alla valorizzazione delle posizioni economiche e all’inquadramento dei Direttori dei servizi generali e amministrativi. Secondo il sindacato, gli Ata percepiscono circa 10 mila euro in meno rispetto ai compensi medi degli altri comparti del pubblico impiego.
Il divario nelle retribuzioni
Per l’Anief nella scuola esiste una vera “emergenza stipendi”, che interessa in particolare il personale amministrativo, tecnico e ausiliario. Il sindacato chiede di salvaguardare le retribuzioni di tutti i lavoratori e di riconoscere adeguatamente sia chi rientra nelle posizioni economiche sia i Dsga. Sul primo fronte, l’organizzazione richiama una recente pronuncia della Cassazione relativa a un caso analogo per gli assistenti amministrativi facenti funzione. Secondo l’Anief, le posizioni economiche risultano compatibili con lo svolgimento di incarichi specifici. La delegazione sindacale ha portato la questione anche nell’ultimo incontro al Ministero dell’Istruzione e della Ricerca.
Il presidente nazionale Marcello Pacifico ha invitato il personale Ata a segnalare al sindacato eventuali richieste ritenute illegittime da parte delle scuole per la restituzione delle somme già percepite nel 2024 e nel 2025, oltre a possibili blocchi dei pagamenti relativi al 2026.
Il nodo dei Dsga
Un altro capitolo riguarda i Direttori dei servizi generali e amministrativi. L’Anief ricorda che, attraverso tre contratti firmati con il sostegno del sindacato, l’indennità di direzione è cresciuta di oltre un terzo nell’arco di pochi anni. Per Alberico Sorrentino, responsabile del dipartimento Condir Dsga Anief, si tratta di un risultato arrivato dopo una lunga fase caratterizzata da uno stallo o da incrementi limitati.
Resta però ampio, secondo l’organizzazione, il divario con figure analoghe presenti negli altri settori pubblici. Un Dsga della scuola percepisce in media meno di 27 mila euro all’anno, mentre un funzionario comunale arriva a 29 mila euro e chi svolge mansioni analoghe nei Ministeri raggiunge quota 37 mila. La distanza rispetto a quest’ultima categoria supera quindi i 10 mila euro annui.
L’obiettivo della perequazione
Il sindacato punta ora sulla nuova collocazione professionale dei Dsga. Con il passaggio allo status di funzionario di elevata qualificazione, l’obiettivo indicato da Sorrentino è separare i due profili, sul modello delle Funzioni centrali, e raggiungere una perequazione salariale tra le alte professionalità della Pubblica amministrazione.
L’Anief rivendica anche il peso della propria rappresentanza tra i Direttori dei servizi generali e amministrativi: il 15% dei Dsga risulta iscritto al sindacato, che nell’ultimo periodo ha costituito il Dipartimento Anief Condir e la Consulta Ata.





