Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti e TikTok, insieme alla casa madre ByteDance, hanno raggiunto un accordo da 400 milioni di dollari per chiudere le accuse di violazione delle norme sulla privacy dei minori online.
La causa era stata avviata nel 2024 dall’amministrazione Biden, che sosteneva che TikTok avesse violato il Children’s Online Privacy Protection Act (COPPA) e un precedente ordine di consenso del 2019. Secondo il governo, la piattaforma avrebbe permesso consapevolmente ai minori di creare account standard, interagire con adulti e condividere contenuti, oltre a raccogliere e conservare illegalmente email e altre informazioni personali dei bambini.
Il Dipartimento di Giustizia ha sottolineato che, dalla presentazione della causa, TikTok ha introdotto cambiamenti significativi nella struttura proprietaria, nella gestione, nei sistemi di conformità e nelle pratiche di tutela della privacy. Il DOJ ritiene che tali modifiche abbiano “rafforzato le protezioni per milioni di famiglie americane” e avanzato gli obiettivi pubblici alla base della causa. Tra le misure concordate figurano controlli più rigorosi sull’età, maggiore supervisione genitoriale e nuove salvaguardie per gli utenti più giovani. Il caso si inserisce in un contesto politico complesso: TikTok è stata più volte salvata dall’amministrazione Trump dopo l’approvazione della legge “divest-or-ban”, confermata dalla Corte Suprema.
L’app ha potuto continuare a operare negli Stati Uniti grazie alla creazione di una joint venture americana, che ha evitato il divieto totale. Per TikTok, il pagamento di 400 milioni è oneroso, ma rappresenta un risultato preferibile rispetto a un lungo scontro legale con il governo federale. Per l’azienda, è il secondo successo consecutivo sotto la presidenza Trump 2.0: un compromesso costoso, ma strategicamente vantaggioso.





