L’enoturismo conquista uno spazio sempre più ampio nelle vacanze degli italiani, anche quando il viaggio non nasce con l’obiettivo principale di scoprire vini e cantine. A fotografare il fenomeno è il nuovo Rapporto ʼGli italiani e le esperienze enoturisticheʼ, curato da Roberta Garibaldi con Ascovilo e The Data Appeal Company. Il turismo enogastronomico coinvolge oggi circa 18 milioni di italiani, con un aumento di 4,5 milioni rispetto al 2024. Un dato che segnala come il vino sia ormai entrato stabilmente tra gli elementi capaci di orientare o arricchire la scelta di una destinazione.
Cinque Terre e Salento in testa
A cambiare è anche la geografia delle mete più desiderate. Cinque Terre e Salento guidano la classifica con il 20% delle preferenze. Alle loro spalle si collocano Chianti, Costiera Amalfitana ed Etna. Seguono Montepulciano, Montalcino, Langhe-Barolo e Gallura. La graduatoria mette insieme territori tradizionalmente legati alla produzione vinicola e località note soprattutto per il mare o il paesaggio, a conferma di una domanda turistica sempre più trasversale.
Il vino diventa parte della vacanza
Il Rapporto evidenzia così un nuovo modo di vivere l’enoturismo. Il vino non rappresenta necessariamente il motivo esclusivo della partenza, ma diventa una componente dell’esperienza di viaggio, capace di creare un legame tra costa ed entroterra, gastronomia, territorio e paesaggio. La visita in cantina entra quindi in un’offerta più ampia e si integra con altre attività, senza richiedere che l’intero soggiorno sia costruito attorno alla produzione vitivinicola.
Qualità-prezzo e paesaggio orientano la scelta
Nella selezione della destinazione incidono soprattutto il rapporto qualità-prezzo, la bellezza del paesaggio rurale e la prossimità geografica. Elementi che mostrano come l’interesse per il vino si accompagni a valutazioni più generali sull’accessibilità e sull’attrattività complessiva del territorio.
Quando si passa alla scelta della singola cantina, il paesaggio diventa invece il primo criterio. Seguono il rapporto qualità-prezzo e la vicinanza.
La notorietà del vino non basta
La qualità e la notorietà dei vini raggiungono il 60% e non occupano quindi il primo posto tra i fattori decisivi. Il dato conferma il peso crescente dell’esperienza complessiva: chi sceglie una cantina guarda non soltanto a ciò che trova nel bicchiere, ma anche al contesto, alla bellezza dei luoghi e alla possibilità di inserire la visita in una vacanza più articolata.





