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Confcommercio replica a Filcams Cgil sul lavoro a tempo parziale e richiama il ruolo della contrattazione collettiva

Confcommercio replica a Filcams Cgil sul lavoro a tempo parziale e richiama il ruolo della contrattazione collettiva

giovedì, 13 Agosto 2026
1 minuto di lettura

Ogni estate torna puntuale il dibattito sulle attività lavorative e sugli orari di lavoro, soprattutto nei settori maggiormente interessati dai flussi turistici e dalla domanda di servizi. Sul tema del lavoro a tempo parziale interviene Confcommercio, che replica alle recenti dichiarazioni della Filcams Cgil e richiama il ruolo della contrattazione collettiva nel trovare un punto di equilibrio tra tutela dei lavoratori, esigenze delle imprese e richieste di cittadini e consumatori.

“Le parti sociali che disciplinano la contrattazione collettiva del settore sono sempre sensibili alle istanze dei lavoratori, così come alle esigenze del mercato e delle imprese”, sottolinea il vicepresidente di Confcommercio con delega alla contrattazione collettiva, Mauro Lusetti. “Il punto di equilibrio tra le esigenze dei singoli lavoratori e quelle delle imprese, chiamate a rispondere alla domanda dei consumatori soprattutto nel periodo estivo e nelle località di villeggiatura, è e deve rimanere innanzitutto materia di confronto tra le parti sociali”.

Ragionare senza slogan

Secondo Lusetti, il confronto deve riguardare in particolare “la qualità del lavoro, le retribuzioni, gli orari e la conciliazione tra tempi di vita e di lavoro”, evitando però letture semplificate. “Senza slogan e senza equazioni semplicistiche: è alla contrattazione collettiva che spetta trovare il punto di equilibrio tra tutela dei lavoratori, esigenze delle imprese e domanda di servizi”.

La puntualizzazione

La replica arriva dopo le dichiarazioni della Filcams Cgil, secondo cui il part-time sarebbe spesso imposto anziché scelto. Una condizione che, secondo il sindacato, riguarderebbe il 57,8% dei lavoratori interessati e potrebbe tradursi in salari insufficienti, difficoltà nel raggiungere un reddito adeguato e minori possibilità di svolgere una seconda attività. Per la Filcams, il part-time nel commercio sarebbe quindi diventato uno “strumento di impoverimento strutturale”.

La posizione di Confcommercio

Confcommercio contesta però l’automatica sovrapposizione tra lavoro a tempo parziale, bassi redditi e povertà lavorativa. Le analisi dell’Ufficio Studi dell’associazione, viene sottolineato, consentono di distinguere fenomeni differenti: la povertà lavorativa non dipende esclusivamente dal livello della retribuzione, ma anche dalla quantità di lavoro effettivamente svolta, dalle ore e dalle giornate lavorate.

Part time e lavoro povero non sono sinonimi

Nel ragionamento di Confcommercio entra anche il ruolo del terziario nel mercato del lavoro. Negli ultimi anni, sottolinea l’associazione, il comparto dei servizi ha mostrato una capacità di assorbimento occupazionale significativamente superiore a quella della manifattura. “Il problema salariale sicuramente esiste e va affrontato”, riconosce Lusetti, ma “non può essere utilizzato per trasformare ogni forma di lavoro a tempo parziale nella categoria del lavoro povero”. La conclusione ribadisce la posizione dell’associazione: “Part-time e precarietà non sono sinonimi e confondere i due fenomeni significa offrire una lettura semplicistica di un mercato del lavoro molto più articolato”.

Redazione

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“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

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