La Lettonia ha annunciato martedì la scoperta di un tunnel sotterraneo sotto il confine con la Bielorussia, un nuovo segnale dell’intensificarsi dei tentativi di attraversamento illegale verso l’Unione Europea. Il governo di Riga sostiene che reti criminali organizzate stiano facilitando il passaggio dei migranti, sfruttando la vulnerabilità del confine orientale lungo 173 km.
Il mese scorso, la tensione era già salita quando i soldati lettoni avevano utilizzato gas lacrimogeni e sparato un colpo di avvertimento per fermare un gruppo di migranti provenienti dalla Bielorussia. Secondo il ministro dell’Interno Janis Dombrava, la protezione del confine sarà ora “rafforzata con una cooperazione più stretta tra Guardia di Frontiera, Polizia di Stato, Forze Armate e servizi di sicurezza”, oltre a un uso intensivo di droni per individuare e bloccare i passaggi illegali.
Il primo ministro Andris Kulbergs ha collegato la situazione lettone alle recenti preoccupazioni europee sulla migrazione incontrollata, citando l’afflusso di decine di migliaia di persone nell’exclave spagnola di Ceuta. Secondo Kulbergs, le reti criminali stanno trasportando i migranti dalla Bielorussia alla Lettonia per poi distribuirli nell’area Schengen, dove la destinazione finale sarebbe altrove nel continente. “Migrano dove è più facile entrare nell’UE. Quindi non dobbiamo essere il luogo più facile”, ha dichiarato Kulbergs, annunciando una vasta operazione denominata ‘Lupo Mannaro’.
L’obiettivo è colpire non solo i facilitatori lungo il confine, ma anche eventuali punti di accoglienza e strutture logistiche interne utilizzate dalle reti. Il governo lettone considera la pressione migratoria una “minaccia ibrida”, un concetto già evocato da Kulbergs in un’intervista a Reuters, che ha portato Riga a raddoppiare il numero di guardie dispiegate lungo la frontiera. La Lettonia ha inoltre annunciato una cooperazione rafforzata con Estonia, Lituania, Polonia e altri Paesi per contenere il flusso.





