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Positività ed impegno verso un grande “Polsi Ambiente”

giovedì, 30 Luglio 2026
3 minuti di lettura

C’erano tutti, tra sabato 25 e domenica 26 luglio scorsi, all’insediamento del nuovo Vescovo della diocesi di Locri-Gerace, S.E. Rev.ma Mons. Cesare Di Pietro. C’erano quasi tutti i Vescovi della Calabria, tutto il clero della Diocesi, quasi tutti i sindaci dei Comuni della Locride, le Autorità civili e militari.

Ma, soprattutto, c’era la gente della Locride: una folla dalla quale proveniva – e lo si avvertiva fortissimamente – un sentimento di positività ed ottimismo.

Il Vescovo Di Pietro ha fatto la sua prima apparizione pubblica dalla Porta del Sole verso Piazza del Tocco, dove lo attendeva il Sindaco Rudi Lizzi per un primo saluto di benvenuto e per accompagnarlo nella magnifica e magnificamente restaurata (onore al predecessore, S.E. Francesco Oliva), storica Basilica di Santa Maria Assunta, Concattedrale di Gerace.

Deve avere avvertito anche il Vescovo Di Pietro quel sentimento che veniva dalla folla. Con un sorriso apertissimo ha aumentato l’ottimismo e la speranza in ciascuno dei fedeli accorsi per dargli il benvenuto. Una sensazione che tutti abbiamo avuto: il Vescovo Di Pietro che cercava di incrociare gli occhi di ciascuno di noi per meglio conoscerci, per un rapporto profondo col suo gregge. Un patto stipulato con questo semplice incontro di sguardi: insieme, il Vescovo ed il suo popolo, si impegnano a fare un percorso nuovo e positivo, in una unità spirituale positiva e promettente, spontaneamente determinatasi.

Importante la sua prima omelia, dedicata alla Santa Madre di Dio, venerata nella Diocesi con moltissimi luoghi sacri ad Ella dedicati: col Santuario della Madonna di Polsi, in primo piano e più volte citato. Non a caso a Messina – città natale del Vescovo Di Pietro e nella cui Arcidiocesi, questi era Arcivescovo Ausiliario, nel segno del suo Maestro, il compianto Arcivescovo Giovanni Marra – è fortemente radicato il culto della “Madonna della Montagna”: il Comune di Messina, nel recinto del Santuario di Polsi, ha una propria casa per i suoi pellegrini.

Patto addirittura rafforzato il giorno seguente a Locri nella bella Piazza dei Martiri. Lo stesso sentimento di positività e di impegno già espresso a Gerace, fatto proprio ed esternato dal Sindaco Giuseppe Fontana, che ha sottolineato l’efficacia e l’importanza della cooperazione tra Curia e Amministrazione per una crescita importante di una città con una storia quasi trimillenaria, che ora deve dedicare un’attenzione particolare ai più bisognosi.

Ma, soprattutto l’impegno assunto dal Vescovo Di Pietro – che non a caso avere passato la sua prima mattinata da Vescovo di Locri presso la Caritas diocesana e che, lunedì, non è mancato di far visita ai degenti presso l’ospedale della città – proprio verso gli “ultimi”: pubblicamente qualificando, in quella piazza gremita di altissime autorità, i soggetti più importanti in cinque giovanissime ragazze costrette su sedia a rotelle, che non hanno voluto mancare l’insediamento del nuovo vescovo, accompagnate dalle instancabili sorelle e barellieri dell’UNITALSI, associazione attivissima nelle Locride.

Sentimento di positività ed ottimismo che galvanizza anche il comitato “Polsi ambiente”, freneticamente attivo nell’organizzazione degli ultimi particolari dell’evento, ma in attesa di stabilire la data dello stesso in base alle esigenze del Vescovo Di Pietro, la cui benedizione e presenza ad una delle tre giornate è considerata imprescindibile.

Del resto, l’attenzione verso gli “ultimi” è sempre stato il tema ispiratore di “Polsi Ambiente”: che non a caso ha scelto ed eletto quel luogo come sede ed emblema del suo discorso: un luogo per decenni ritenuto riservato alle riunioni dei ‘ndranghetisti, più che un luogo di fede. Che un altro coraggioso Vescovo di Locri, Giancarlo Bregantini (acclamatissimo allorché riconosciuto tra i Vescovi presenti alla cerimonia di Gerace), aveva sdoganato durante il suo magistero, vietando riti pagani fuori luogo (la macellazione dei capretti in riva al fiume) e creando, non senza qualche polemica e malinteso, cooperative di lavoro in Aspromonte. Polemiche fuor di luogo perché Bregantini è stato anche il Vescovo che nel marzo del 2006, lanciò contro i mafiosi la coraggiosa “Scomunica per chi spara e uccide”. Con uguale determinazione il suo successore, l’ormai ex Vescovo Oliva, stabilì subito dopo il suo insediamento che «non c’è nulla di bello che si possa costruire con i soldi macchiati dal sangue della gente», imponendo al clero di non accettare (o di restituire) offerte derivate (o in odore di provenire) da attività legate alla ‘ndrangheta.

A Polsi siamo andati e abbiamo parlato – normalmente e liberamente, pensate! – di ambiente e legalità. Perché, è il nostro slogan di sempre, non c’è ecologia al di fuori della legalità.

Torneremo quest’anno al Santuario di Polsi, dedicando al pellegrinaggio la terza giornata del Convegno, quella “naturalistica”. Ci andremo a piedi, con la strada ancora vergognosamente chiusa.

Ci andremo proprio per dare assistenza e aiuto agli “ultimi”, che sono quei cittadini calabresi efficacemente descritti da Franco Arcidiaco, Presidente della Fondazione Corrado Alvaro (che avrà un ruolo importante nel Convegno) nella lettera di saluto al Vescovo Di Pietro:

«Ci aiuti, Eccellenza Reverendissima, con l’esempio evangelico e lo spezzar del Pane, fonte di Vita eterna, a riscoprirci Donne e Uomini di Speranza, Calabresi con i piedi ben piantati nel passato e i cuori capaci d’andare oltre ogni ostacolo che il presente piazza davanti, Cittadini vogliosi di trafficar qui, in Terra Calabra, i propri talenti, a costo di superar paure e demolire comodi luoghi comuni. Ci aiuti, Eccellenza Reverendissima, ad affermare un nuovo umanesimo e ad impedire che il Calabrese smarrisca la dimensione religiosa, la sacralità della vita, i legami inscindibili tra natura, terra, vita».

Ed a chi ha l’Aspromonte nel cuore, dedicheremo, in questa sesta edizione, un significativo riconoscimento!

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