Il Partito laburista britannico ha scelto Andy Burnham come nuovo leader. Cinquantasei anni, deputato, già sindaco di Manchester ed ex ministro, succederà a Keir Starmer, dimissionario dallo scorso giugno, assumendo automaticamente anche la guida del governo dopo il tradizionale passaggio di consegne a Downing Street, fissato per lunedì.
La nomina era attesa da settimane ed è stata formalizzata nel corso di un’assemblea speciale del partito. Burnham, al terzo tentativo di conquistare la leadership, è stato incoronato grazie al sostegno plebiscitario della maggioranza del gruppo parlamentare laburista e dei principali sindacati affiliati. In assenza di sfidanti, non sarà necessario il voto degli iscritti.
Secondo le anticipazioni del discorso che terrà davanti all’assemblea, il leader entrante renderà omaggio al suo predecessore, ma rivendicherà anche la necessità di aprire una nuova fase politica. Burnham si impegnerà ad «aggiustare le cose che la politica ha finora trascurato», rilanciando la proposta di una radicale decentralizzazione dei poteri e di un miglioramento delle condizioni di vita «in tutti i distretti postali» del Regno Unito.
Al centro del programma anche il ritorno della reindustrializzazione e una critica ai dogmi di «quarant’anni» di neoliberismo, che, secondo Burnham, hanno finito per influenzare anche i governi del New Labour di Tony Blair. «Per quarant’anni il potere politico è stato centralizzato e quello economico privatizzato, fino a coinvolgere i servizi essenziali», sosterrà il nuovo premier, indicando la necessità per il Regno Unito di trovare «una strada nuova».
Lo staff del leader laburista ha inoltre confermato che da lunedì entrerà in funzione la sede di Manchester di Downing Street, una sorta di quartier generale operativo parallelo dell’esecutivo. La struttura, annunciata da tempo, dovrà dare attuazione concreta al progetto di decentramento, con l’obiettivo di rendere la strategia politica, economica e sociale del governo meno concentrata su Londra e più vicina ai territori.
Particolare attenzione sarà riservata al Nord dell’Inghilterra, storica roccaforte politica di Burnham, dove da decenni si denunciano gli effetti della deindustrializzazione e del progressivo abbandono economico e sociale.





