La Lituania ha ricevuto informazioni di intelligence secondo cui la Russia starebbe pianificando attacchi contro infrastrutture critiche, in particolare siti energetici e di trasporto. Lo ha dichiarato il presidente Gitanas Nauseda in un’intervista pubblicata mercoledì dall’agenzia BNS, spiegando che il Paese ha deciso di rafforzare immediatamente le misure di sicurezza. Nauseda ha precisato che le informazioni non indicano con chiarezza né il luogo né il momento di eventuali attacchi. Secondo il presidente, le minacce potrebbero riguardare “vari mezzi volti a danneggiare fisicamente le infrastrutture critiche”, con l’obiettivo di interrompere il funzionamento di settori strategici.
La Lituania, membro della NATO, confina con l’exclave russa di Kaliningrad e con la Bielorussia, alleata di Mosca. Dall’invasione russa dell’Ucraina nel 2022, Vilnius ha triplicato le spese per la difesa, investendo in sistemi di sorveglianza, protezione delle reti energetiche e capacità di risposta rapida. Le preoccupazioni non riguardano solo la Lituania. All’inizio del mese, la Polonia ha dichiarato che le agenzie di intelligence occidentali sono allarmate dal rischio di possibili attacchi russi contro il suo territorio e contro gli Stati baltici. Una valutazione che riflette il clima di crescente tensione nell’Europa orientale, dove sabotaggi, attacchi informatici e operazioni clandestine sono diventati parte della competizione strategica con Mosca.
La Russia, dal canto suo, ha negato regolarmente ogni accusa di pianificazione o esecuzione di attacchi contro Paesi al di fuori dell’Ucraina, definendo tali notizie come “propaganda anti‑russa”. Tuttavia, negli ultimi anni diversi episodi — dalle interferenze nelle reti energetiche europee ai danneggiamenti di cavi sottomarini — hanno alimentato sospetti e spinto gli Stati baltici a rafforzare la protezione delle infrastrutture.





